5 giugno 2014 Raffaello De Crescenzo

Oggi facciamo un salto in Franciacorta per parlare di una delle sue aziende più rappresentative: Berlucchi

Berlucchi - ingresso

La sua produzione vede la luce nel 1961 quando escono le prime 3.000 bottiglie con il “metode champenoise franciacorta” e nel 1968 si comincia ad avere un’affermazione importante con la nascita della DOC Franciacorta.

Tale nome deriva dal fatto di essere una “zona franca” da dazi monetari, ma sulla quale gravava “solamente” la decima papale.
In questo territorio oggi si producono milioni di bottiglie, potendo contare su 116 produttori aderenti al consorzio di tutela.

Berlucchi dispone di una superficie vitata di circa 500 ettari (100 di proprietà e 400 di soci conferitori) e produce circa 4,5 milioni di bottiglie all’anno (processando circa 17 milioni di bottiglie ogni anno…).
I sistemi di allevamento sono il cordone speronato ed il guyot, con una densità di 10.000 ceppi per ettaro ed un sesto di impianto di 1,20×80.

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I vitigni coltivati sono principalmente Pinot nero e Chardonnay, vendemmiati 10 giorni prima della fase tecnologica di vendemmia, per mantenere una buona presenza di acidi nel mosto.

La prima fermentazione dura 7 gg e permette di ottenere una base alcolica di 10-10,5 gradi.
Ora si imbottigliano i vini con il liqueur de tirage contenente i lieviti per la rifermentezione per far avvenire la presa di spuma: si sviluppa CO2 e alcol (+1,5 gradi).
Questa fase deve durare, per legge, almeno 18 mesi, durante i quali avviene il remuage meccanico tramite enormi giropallet.

E’ in questi mesi di maturazione che il vino acquisisce aromi e profumi sempre più complessi e piacevoli.

Una volta che le bottiglie sono arrivate in posizione verticale con il tappo verso terra si può procedere alla sboccatura: i lieviti sul tappo vengono ghiacciati e rimossi assieme ad una minima parte di prodotto. A questo punto si aggiunge il liqueur d’expedition contenete una quantitaà di zuccheri tale da determinare la classificazione del prodotto finale (come pas dose, brut, extra brut, ecc…).

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Questo è sicuramente uno dei prodotti simbolo dell’Italia all’estero ad anche se la sua produzione è, necessariamente, piuttosto “industrializzata”, teniamo sempre a mente quanto impegno ed energia sono racchiuse in quelle stupende bollicine che solleticano il nostro palato in tutte le occasioni di festa…e non solo!!

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Come sempre, altre foto di questa visita, sulla nostra pagina facebook….

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