5 luglio 2014 Raffaello De Crescenzo

Aloe, ginseng, guaranà, alghe, caffè verde….
Siamo veramente bombardati da prodotti che le ricerche scientifiche a turno ci propongono come “panacee”.

Tornando sul tema “integratori”, però, oggi voglio parlare di un fungo che io personalmente ho conosciuto a Marzo del 2012, ma che è utilizzato nella tradizione orientale fin da prima di Cristo.

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Il Ganoderma o Reishi è un fungo officinale impiegato nelle varie tecniche mediche tradizionali orientali. I dati sulle sue proprietà terapeutiche sono accuratamente documentati da centinaia di lavori scientifici e negli ultimi trent’anni moltissime ricerche hanno dimostrato che il Ganoderma ha proprietà:
• stimolanti
• depuranti
• cardiotoniche
• rinforzanti del sistema immunitario
• ricostituenti
• tonificanti.

L’assunzione regolare di Ganoderma, si è dimostrata utile in particolare per trattare o prevenire diverse problematiche, tra cui:

– ipertensione arteriosa,
– asma,
– artrite,
– enfisemi polmonari,
problemi alla prostata,
– reumatismi,
– insonnia,
– colesterolo,
– bronchite,
– acne,
– allergie,
– stati di panico,
– stanchezza cronica,
– stress,
– memoria,
– depressione,
– gastrite,
– ulcera duodenale,
– prevenzione tumori,
– allevia effetti chemioterapia,
– caldane,
– prevenzione trombosi,
– circolazione del sangue,
– epatite,
– psoriasi,
– ansia,
– herpes zoster,
– malattie cardiovascolari,
– infiammazioni,
– problemi articolari,
– diabete,
– alzheimer,
– stitichezza,
– trigliceridi alti,
 dolori cervicali,
– emicranie,
 intolleranze.

Reishi è il nome con cui è chiamato in giapponese il “Ganoderma Lucidum“, conosciuto anche col nome cinese “Ling Zhi“. In Oriente è definito “il fungo dell’immortalità”, grazie alle sue straordinarie proprietà terapeutiche e i benefici psico fisici che dona all’organismo. Pur esistendo da oltre 4.000 anni, in Italia è arrivato da pochi anni. Forse anche tu non avevi mai sentito parlare di questo prezioso elemento della natura, come del resto la stragrande maggioranza degli italiani. Pensa che il Ganoderma era così raro e prezioso, che potevano permetterselo soltanto gli Imperatori dell’Asia, che davano in cambio di un chilo di Ganoderma, la bellezza di un chilo di oro! La difficoltà a reperire questo fungo, ha portato alla realizzazione di appositi campi di coltivazione biologica al 100% in vari paesi, tra cui la Malesia e la Germania.

Negli ultimi anni diverse multinazionali hanno cominciato a proporre questo funghetto anche in Europa. Come spesso capita. il mondo occidentale, preso dalla frenesia di cui tutti siamo vittime, ci propone principalmente capsule e liofilizzati.

Tuttavia, cercando con cura, è possibile anche trovare qualche piccola azienda che utilizzi questo fungo legnoso, di per sè non commestibile, tal quale, semplicemente triturandolo ed inserendolo all’interno di tisane, da preparare in infusione con acqua calda.
Miscelare il Reishi ad altre piante aromatiche è molto utile anche per alleviare il suo sapore tendenzialmente amaro.

Preparare una bevanda tenendo in infusione questo fungo è quanto di preferibile per il nostro organismo, dato che, oltre ad essere la modalità tradizionalmente impiegata fin dalla sua scoperta, permette anche un miglior rilascio dei suoi principi attivi nel mezzo liquido.

Di sicuro se questo fingo era venerato come un regalo degli déi agli uomini e gli antichi lo usavano come regalo da scambiarsi tra imperatori, qualcosa di buono deve pur averlo…
Io personalmente, in questi due anni di uso piuttosto costante di bevande che lo contengano, ho potuto notare un miglioramento dell’efficienza del mio sistema immunitario, dato che non ho più neanche avuto un raffreddore.

Ad avvalorare quanto detto finora e quanto è possibile reperire facendo ricerche in internet e su testi specializzati, concludo questo post riportando anche un video di uno dei più importanti micologi italiani che parla proprio di questo fungo…

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Restate connessi.

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Comments (4)

    • Esatto. Augurandosi che le certificazioni tutelino affettivamente il consumatore ed anche il produttore, garantendo la qualità del prodotto, che deve essere mantenuta dal trasformatore. Inutile avere un ganoderma di qualità per poi stressarlo con la liofilizzazione o ancor peggio, aggiungerlo a preparati contenenti caseinati di sodio. E’ inoltre importante che il Ganoderma sia il primo ingrediente nella lista dei costituenti del prodotto e non, invece, in fondo….

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