7 settembre 2014 Raffaello De Crescenzo
GLI ARTIGIANI DEL VINO RACCONTATI ATTRAVERSO LE LORO CREATURE

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Antonio Coloccini: la verve di un ragazzo di 84 anni

Ci troviamo nella zona di Santa Caterina, a Staffolo (AN).
Qui sorge l’Azienda Coloccini: 3,5 ettari coltivati a Verdicchio, su terreni argillosi di medio impasto.

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Solo zolfo e rame. Nessun altro prodotto in vigna…Due vigneti vicini tra loro, ma profondamente diversi: uno impiantato nel 1992 e l’altro nel 2011. Risultati comunque molto interessanti e Vini che possono fregiarsi della Certificazione Biologica.

Questa del 2014 è stata un’estate molto difficile, con Oidio, Mal dell’esca e Peronospora a tormentare lo sviluppo della pianta e la produzione, ma il nostro Antonio non si da per vinto e mi accompagna nel suo vigneto a mostrarmi come sia riuscito ad arginare queste piaghe e come interverrà nei prossimi mesi per sostituire i ceppi malati.

Mi da del Lei per tutto il tempo e mi chiama Dottore, con il suo modo di fare deciso, ma estremamente garbato. Una gran bella persona, dall’esperienza immensa ma molto umile. Ha gli occhi vivi ed il desiderio di parlare, di raccontare le sue vendemmie, le sue esperienze…ed io non posso fare a meno di ascoltarlo e di sentirmi arricchito dalle sue parole.

Orgoglioso mi mostra le sue vasche di cemento all’interno delle quali fa avvenire la fermentazione a 18°C, utilizzando lieviti biologici selezionati.

Il vino se non è come dico io non lo faccio.

Nel rituale dello spillare il vino dalle vasche di cemento, con quelle mani che il tempo ha reso un po’ tremanti, ritrovi tutto l’amore che un genitore mette nell’allevare un figlio.
Tanti figli, diversi tra loro, ma con la stessa anima, che un padre attento e rispettoso ha saputo infondergli.

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Se l’anno prossimo cen’ho abbastanza, farò anch’io il chioschetto in piazza per la Festa del Verdicchio!”

Grande!! Alla faccia di tutti quelli che si piangono addosso e “sperano nel Governo” o in chissà cosa…

LA DEGUSTAZIONE

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Fonte della corte di Antonio Coloccini,Verdicchio dei Castelli di Jesi DOC

Data degustazione: 24 agosto 2014

Titolo alcolometrico: 13° alc.
Annata: 2012

Esame visivo:

– Limpidezza: brillante,
– Colore: giallo paglierino acceso,
– Consistenza: consistente.

Esame olfattivo:

– Intensità: intenso,
– Complessità: complesso,
– Qualità:  fine,
– Descrittori: lieve miele di castagno, fiori gialli, frutta matura.

Esame gusto olfattivo:

– Zuccheri: secco,
– Alcoli: caldo
– Polialcoli: morbido,
– Struttura/Corpo: di corpo,
– Acidità: abbastanza fresco,
– Tannicità: assente,
– Sostanze minerali: molto sapido, per non dire minerale,
– Equilibrio: equilibrato
– Intensità: intenso,
– Persistenza: abbastanza persistente,
– Qualità: fine,
– Osservazioni: minerale. Un vino in grado di regalare una complessità sensoriale interessante. Un naso avvolgente e una bocca che stimola alla beva. Regala emozioni sorso dopo sorso e lascia il palato pulito. Ottimo con carni bianche speziate e un po’ untuose. Una bella espressione di come il verdicchio può evolvere.

Considerazioni finali:

– Stato evolutivo: maturo,
– Armonia: armonico.
– Mio voto in centesimi: 87.

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