5 novembre 2014 Raffaello De Crescenzo

Mai banale, chiaro, diretto e schietto. Questo è Sergio Catalini, esperto tutore di una delle più importanti tipicità delle Marche: il Vino Cotto.

Avevo avuto il piacere di conoscere questo Personaggio attraverso un suo prodotto che mi era stato fatto pervenire poche settimane fa e ora che ho potuto incontrarlo e conoscerlo di persona mi sento davvero soddisfatto.

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La sua Azienda Agricola sorge ad Ortezzano (FM) nel 1969 ed è sempre stata a tenuta familiare, con 7 ettari coltivati a frutteto e vigneti di Montepulciano, Sangiovese, Trebbiano oltre ad alcuni vigneti autoctoni. Pomodori, ciliegie, pesche, albicocche, nasci, prugne, pesche Saturno, mele e pere cotogne completano il quadro. Una parte della frutta viene lavorata per farne marmellata, l’altra sciroppata.

Solo vino cotto e mosto cotto perché “io son diverso dagli altri“. Vino cotto, dolce invecchiato che fermenta 3 anni in botte di legno e ne invecchia almeno 12. Il Vino cotto é un prodotto totalmente naturale, in cui i solfiti presenti sono solo quelli liberati dai lieviti durante il processo fermentativo. “É un medicinale: se uno lo beve tutti i giorni non si ammala mai.”

Il vino cotto non era legalmente contemplato prima del 2002, quindi prima di tale data si è tramandato “sotto banco”….

“Oggi abbiamo distrutto la materia prima, illudendoci che la chimica possa risolvere tutto. Io non faccio nemmeno chiarifiche o filtrazioni: è normale che ci sia del deposito sul fondo delle bottiglie del mio Vino Cotto. Quello buono lo fa”.

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Con la sua Azienda, Sergio è abilitato anche come fattoria didattica per tenere corsi volti ad insegnare ai ragazzi come produrre marmellate, frutta sciroppata e passate di pomodoro.

Nel 2000 è stato aperto il punto vendita, ma fino ad allora la frutta veniva venduta ai mercati e ai grossisti e le uve conferite alla cantina sociale.

Una vera specialità è la Sapa: mosto cotto. Sostituisce l’aceto balsamico per fare dolci (tra cui il “Frustingo”, dolce tipico di queste parti) e si può utilizzare per insaporire piatti vari, quali arrosti, bolliti, macedonie, ricotta, formaggi, oltre che sui fritti e per abbassare l’acidità del pomodoro per fare il Ragù di carne.

Progetti per il futuro? “Non lo so! Io faccio i progetti dalla sera alla mattina”.

Sergio ama definirsi “testardo e concentrato sull’obiettivo. Spontaneo ma deciso, da prendere a piccole dosi…”
Amante delle novità, quest’anno ha piantato la Stevia e sta facendo svolgere delle analisi sul potere antiossidante del vino cotto e sugli alcoli in esso presenti. Sembrerebbe, infatti, che il Vino cotto presenti una carica antiossidante maggiore di quella vino rosso.

Uno sguardo al passato, per non perdere mai l’autenticità delle proprie origini ed uno al futuro, per far si che tutto ciò che ci è stato tramandato non si perda.

Grazie Sergio!

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Come sempre sulla nostra pagina facebook, tutte le foto di questa bella visita.

 

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