30 giugno 2015 Raffaello De Crescenzo

Il San Nicolò 2014 è il miglior vino da abbinare allo Stoccafisso all’Anconetana. Il Verdicchio classico superiore di Cantina Brunori (San Paolo di Jesi) è stato proclamato vincitore della Selezione Vini, organizzata nell’ambito de Il Viale dei Sapori, la tre giorni del gusto organizzata dall’Ordine Cultori della Cucina di Mare “Re Stocco” e Accademia dello Stoccafisso all’Anconitana in collaborazione con Coldiretti Marche e Confartigianato Imprese.

Il responso dei giurati è stato ufficializzato venerdì sera durante la cena di gala delle associazioni che si è tenuta ad Ancona, alla trattoria La Moretta.
Per noi una soddisfazione doppia – ha commentato nell’immediato Carlo Brunori, titolare dell’azienda – perché il 2014 è stata un’annata davvero difficoltosa a causa delle frequenti piogge. Il San Nicolò, che prende nome dalla contrada dove lo produciamo, è una selezione delle nostre migliori uve“.
La nostra filosofia – gli ha fatto eco il padre, Giorgioè quella di un’impresa di famiglia che segue tutte le fasi di coltivazione, raccolta dalla vigna alla cantina, vinificazione, imbottigliamento e vendita. Facciamo vino da tempo immemorabile ma se consideriamo l’imbottigliamento siamo sul mercato dal 1956“.
Oltre che con lo stoccafisso lo si può abbinare anche con il pesce o con carni bianche ma anche, dopo qualche anno di affinamento, anche con l’agnello dei Sibillini.
La scelta – spiega Roberto Orciani, enoblogger di Non solo tappo e membro della giuria – si è basata sul territorio. Oggi si cerca di stupire i consumatori con vini molto floreali ma che non rappresentano l’originalità del prodotto. Abbiamo premiato un verdicchio riconoscibile per territorialità e originalità“.
I consumatori sono alla ricerca di qualità e fiducia e il mondo agricolo si avvicina sempre più a questi desiderata” ha sottolineato Claudio Gagliardini, vicedirettore di Coldiretti Marche.
Territorio e tradizioni “sui quali dobbiamo puntare – secondo il presidente della Camera di Commercio, Giorgio Cataldiperché il Made in Italy è il brand più copiato al mondo e noi lo dobbiamo difendere“.
IMG_0091Nella foto, da sinistra: Giorgio Brunori, Bernardo Marinelli, Carlo Brunori e Pietro Recchi.
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