19 novembre 2015 Raffaello De Crescenzo

Qualche settimana fa ho avuto il piacere di essere intervistato da Stefano Piergiovanni, fondatore del sito (e della community) Viviallestero.com, che ha deciso di raccontare a tutti i suoi lettori la mia esperienza in Norvegia.

Oltre che sul suo sito, riporto anche qui il suo pezzo con la mia intervista…

Buona lettura!!

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Abbiamo il piacere di poter parlare con un italiano che si è trasferito in Norvegia, più precisamente nella capitale Oslo. Raffaello non va alla ricerca di un lavoro, bensi per svolgere un’attività come libero professionista.

Ciao Raffaello, grazie per il tempo che ci stai concedendo. Solitamente noi iniziamo le nostre interviste con la classica domanda del: Perchè hai deciso di lasciare l’Italia?

Prima di tutto volevo ringraziarvi per avermi concesso l’opportunità di farmi conoscere attraverso il vostro sito Viviallestero.com. Il motivo che mi ha spinto a lasciare l’Italia è stato quello di accettare una proposta di lavoro di un mio amico: della serie “o la va o la spacca”. E sta andando pure bene!

Di che città sei?

Sono di Ancona, nelle Marche.

Quindi ci hai detto che sei partito per un progetto ben preciso, raccontaci qualcosa di più. 

Sono partito proprio perché avevo un progetto da svolgere, ma non si trattava di un lavoro “sicuro” come siamo abituati a concepirlo, quanto, piuttosto, di un’opportunità in cui avevo la sola garanzia che, lavorando duro e portando risultati importanti, mi sarei potuto togliere delle belle soddisfazioni.

Alla luce di un’esperienza passata nel settore della digitalizzazione, mi è stata offerta la possibilità di gestire un progetto in questo settore, qui ad Oslo. La risposta alla domanda “come hai fatto a trovare lavoro dall’Italia?”, quindi, si riassume in poche parole: partita iva, attitudine al rischio, stanchezza per il “nulla” che stavo facendo in Italia, networking, esperienze pregresse. Mai rifiutare qualcosa solo perché non è attinente a ciò per cui abbiamo studiato. Ogni esperienza può sempre tornare utile….e magari portarci anche lontano.

E come mai proprio la Norvegia?

Sinceramente non era in cima alla lista dei miei desideri, anche se devo dire che è un Paese in cui mi sto trovando bene. Tuttavia, il tipo di lavoro che sto svolgendo qui si può portare avanti anche in altri paesi, quindi non è escluso che, in futuro, io possa confrontarmi con altre nazioni.

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Come era il tuo livello di lingua inglese e di lingua norvegese al momento di partire?

Il mio livello di norvegese era (ed è) assolutamente pari a zero. Fortunatamente nei paesi scandinavi è facile comunicare con tutti in inglese, lingua di cui avevo un livello “average” e che sto inevitabilmente migliorando.

Di cosa tratta questo progetto?

Attualmente mi occupo di acquisire i dati di una lista di documenti dell’archivio di Stato di Oslo, fotografandoli. In pratica lavoro in quello che è il primo step della digitalizzazione di questo archivio. Lavorando da solo, mi occupo di tutte le fasi del progetto e questo mi permette di ottenere l’esperienza necessaria alla risoluzione dei problemi ed all’ottimizzazione della produzione. Un possibile step successivo (che mi auguro fortemente) potrebbe essere quello di occuparmi della selezione e della formazione di nuove persone, per altri progetti dello stesso tipo, in altri archivi d’Europa. Il mio obiettivo, quindi, è quello di crescere professionalmente in questo ambito e diventare responsabile della produzione in altri Paesi.

Da una parte sono dispiaciuto perché sto accantonando completamente i miei studi in tecnologie alimentari e viticoltura ed enologia, tuttavia, superati i 30 anni, era giunta l’ora di guardare con pragmatismo al proprio futuro e fare leva sulle proprie caratteristiche personali (più che sulle competenze acquisite all’università), per prendersi quel posto nella società che più sentiamo vicino al nostro vero io.

Forse un giorno sarò un manager in una qualche azienda alimentare oppure aprirò io la mia azienda. Per ora faccio tesoro di ogni esperienza e di ogni giorno di lavoro qui.

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Quali secondo te sono gli aspetti positivi, nel settore lavorativo e nella tua vita privata, che in Norvegia trovi mentre in Italia no?

Pur lavorando da libero professionista per conto di una azienda che non è norvegese, qui sto notando alcune cose a mio avviso positive: innanzitutto i salari, che sono decisamente più alti che in Italia (e probabilmente i più alti d’Europa). Certo, il costo della vita è “impegnativo”, ma con le giuste attenzioni si vive comunque bene. Le giornate lavorative sono generalmente da 7 ore e mezzo e tutto l’extra work è recuperabile con permessi o pagato come straordinari. Cordialità ed educazione sono all’ordine del giorno e possono veramente sorprendere chi, purtroppo, viene da un paese come il nostro, dove spesso superiori o titolari mancano dei fondamentali della buona educazione. In generale mi sembra di notare una certa tranquillità, sia a lavoro che nella vita di tutti i giorni.

Io lavoro con altri ritmi, dato che non ho un salario base, ma il mio guadagno attuale non è lontanamente paragonabile con ciò che prendevo in Italia.

Stare qui, inoltre, permette di migliorare l’inglese: altro aspetto per me molto importante.

La grande attenzione per l’aspetto fisico (palestre aperte dalle 5.00 del mattino alle 24.00 durante la settimana), fa si che qui tutti prendano sul serio l’attività sportiva e questo è senza dubbio un fatto positivo. Altra cosa che mi piace molto, è quella di poter fare la spesa fino a sera inoltrata. I supermercati, infatti, hanno un orario di apertura molto più ampio di quelli italiani: alcuni dalle 7.00 alle 23.00, altri dalle 6.00 alle 24.00.

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C’è qualcosa che ti manca dell’Italia?

In cima a tutto le persone. E’ inevitabile che lasciando il proprio paese, si lasciano anche le persone che ci vogliono bene ed a cui vogliamo bene e questa senza dubbio è la cosa che manca di più.

Al secondo posto metterei…il bidet!

Infine…la varietà di scelta (ed i prezzi) dei prodotti alimentari e delle bevande alcoliche (sulle quali qui vigono dazi e leggi per noi incomprensibili).

Cosa consiglieresti a chi vuole seguire i tuoi passi?

Organizzatevi! A seconda di ciò che decidete di fare, valutate se iniziare già a studiare il norvegese prima di partire o se può esservi sufficiente un buon livello di inglese; ma dev’essere buono per davvero, eh! Spesso leggo gente che sostiene di avere un livello di inglese “scolastico”. A mio avviso questa è una definizione “scaricabarili”, con cui si cerca di incolpare il sistema formativo scolastico per la propria mancanza di voglia di apprendere seriamente questa lingua.

Altra cosa importante: avete almeno 5.000 euro da parte? Io qui pago sulle 650 euro al mese per una stanza singola in un appartamento condiviso con altre persone e posso ritenermi fortunato. Stando attenti riuscirete a non superare i 100 euro a settimana per la spesa, ma dovete evitare le bevande alcoliche e ridurre al minimo indispensabile gli acquisti al di fuori dei supermercati. Ah, se fumate, smettete quanto prima: ne va della vostra salute finanziaria…

Inoltre, considerando che vi chiederanno quasi ovunque tre mensilità di deposito, oltre al primo mese, si parte subito con spese considerevoli: pensateci bene, onde evitare di ritornare a casa con le osse rotte, anche perché la stragrande maggioranza di chi propone case o stanze in affitto, vi sottoporrà un contratto annuale. Cercate di partire con le idee ben chiare e non allo sbaraglio!

Per quanto riguarda il gran freddo, per mia fortuna ancora non l’ho incontrato, ma parlando con altre persone, so che è bene dotarsi di materiali termici e calzamaglie. Nei mesi di gennaio e febbraio, inoltre, conviene procurarsi integratori di vitamina D per fronteggiare la carenza di luce solare (che invece sarà abbondante nei mesi estivi).

A parte questo, la Norvegia è un Paese bellissimo, con un sistema di welfare all’avanguardia ed ideale per gli amanti dello sport e della natura. Se riuscite ad integrarvi, farete fare un considerevole step in avanti alla vostra vita.

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Grazie mille Raffaello per il tempo che ci hai concesso, ti auguriamo che i tuoi progetti vadano a gonfie vele. Tienici aggiornati!

Certo, non mancherò! Un saluto a tutti i lettori di Viviallestero.com.

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Comments (2)

  1. Giuseppe

    Raffaello sei sempre stato una persona che supera i suoi limiti , non hai mai avuto paura di uscire dalla confort zone .
    Per questo raggiungerai i tuoi obbiettivi .
    Talento e prefessionalita fanno parte del tuo Essere.
    AUGURI! Amico Mio 😉 continua cosi che vai Alla Grande !

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