22 novembre 2016 Raffaello De Crescenzo

Nel 2010 ho frequentato il corso dell’O.N.A.V. (Organizzazione Nazionale Assaggiatori di Vino, cui ho dedicato anche un post, ormai diverso tempo fa…), per acquisire la Patente da Assaggiatore. In tale occasione ho conosciuto persone interessanti; di molte di loro, ovviamente, ho perso i contatti, ma con alcune ho ancora il piacere di scambiare, di tanto in tanto, piacevoli chiacchierate.

Uno di loro è senz’altro Luca Giampaolini, che, dal 2014 al 2016, ha anche ricoperto la carica di Delegato O.N.A.V. per la Provincia di Ancona.

Verso la fine del 2014, Luca ha avviato la sua attività di commercializzazione di prodotti enogastronomici di qualità, prevalentemente marchigiani: PerBacco!
Oltre a ciò, si sta dando molto da fare per diffondere la consapevolezza del mangiar bene e la cultura legata alle tradizioni ed alle innovazioni in ambito agroalimentare.
Il suo desiderio di creare nella provincia di Ancona una sorta di polo delle esperienze sensoriali (i
l G.I.A. Gruppo Italiano Assaggiatori), lo ha portato ad attivare importanti iniziative e corsi con l’O.N.A.S. (Organizzazione Nazionale Assaggiatori di Salumi) e con l’O.N.A.F. (Organizzazione Nazionale Assaggiatori di Formaggi).

Il mio personale desiderio, quando ho aperto CulturAgroalimentare.com, era quello di diffondere la cultura e la conoscenza del Mondo Agroalimentare, affrontando tematiche rilevanti, rispondendo a dubbi e perplessità.
Questo significava parlare di prodotti tipici, di alimentazione, di nutrizione, di vini, di eventi, ma anche di locali ed attività che contribuiscono, con il loro lavoro di tutti i giorni, a far si che i prodotti di qualità, con la loro storia e le loro caratteristiche, possano esser sempre più conosciuti ed apprezzati.

In tale ottica, dunque, è con grande piacere che vi presento Luca Giampaolini, che da oggi curerà la rubrica “TradizionInnovazione” all’interno di questo blog. Conosciamolo meglio con questa intervista….

– Nome: Luca
– Cognome:
Giampaolini
– Luogo di nascita: Ancona
– Dove abiti oggi? Polverigi (AN)
– Che cosa facevi prima di aprire “PerBacco”?
Ho lavorato nel campo dell’elettronica, ma la passione, sempre molto forte, per il mondo del vino, mi ha portato ad aprire nel 2005 la mia prima enoteca on line, con la quale, per qualche anno, mi sono cimentato nella vendita di vini e prodotti tipici. Successivamente, dopo una breve parentesi nel settore lattiero-caseario, nel 2014 ho aperto PerBacco: un negozio di vendita al dettaglio di vino sfuso e prodotti tipici, dove propongo anche degustazioni ed abbinamenti molto particolari, legati alla tradizione ma rielaborati in modo innovativo.
– A che età ti sei reso conto di avere la passione per il mondo agroalimentare?
Ho sempre avuto questa passione: fin da bambino amavo la campagna ed ero molto curioso ed affascinato dal mondo delle tradizioni, anche perché mio nonno materno era un vero buongustaio e mi portava spesso da amici produttori. Lui stesso amava cucinare e sapeva farlo molto bene. Mio nonno paterno, invece, lavorava per una grande cantina del territorio di Montefano (MC) ed io ho bellissimi ricordi di quando andavo a vedere la vendemmia ed a vivere la magia di quelle giornate.
– C’è un episodio della tua vita che ritieni particolarmente significativo per il tuo percorso come persona, che ti ha segnato, contribuendo in maniera decisiva a farti prendere quelle decisioni che ti hanno portato dove sei ora?
Diciamo che quando sono arrivati i miei figli il desiderio di poter essere custode di conoscenza, sia in fatto di tradizione, ma anche di valutazione degli alimenti a livello sensoriale è cresciuto in maniera esponenziale. Volevo poter trasmettere loro il valore ed il principio del vero agroalimentare.
– Quando e perché hai deciso di aprire “Perbacco”? Nel 2014, in piena crisi e mentre le aziende chiudevano, io ho deciso, completamente in controtendenza e con tanto coraggio, che comunque il mio obiettivo sarebbe stato quello di divulgare la conoscenza e la consapevolezza nei consumator. Per farlo avevo bisogno di una “base operativa” dove incontrare le persone, parlare ed illustrare le varie eccellenze di cui mi occupo.

– Quali sono le principali difficoltà che stai riscontrando nel tuo lavoro di tutti i giorni?
Le difficolta maggiori arrivano dal fatto che molte persone sono convinte di trovare in grande distribuzione prodotti sani e nutrienti al pari di quelli venduti nei negozi come il mio. Ovviamente non dico che la GDO venda solo veleno, ma i prodotti, spesso e volentieri, sono standard, omologati, tutti uguali. Il consumatore ha perso il vero gusto di quell’alimento ed io a volte faccio fatica a far capir loro come realmente stanno le cose; ad esempio, nel caso dell’olio extravergine di oliva, spesso i consumatori sono convinti di poter acquistare un buon prodotto a cifre che si aggirano attorno ai 5 euro a bottiglia…ma purtroppo la realta’ è ben diversa.
– Come sei arrivato a conoscere l’ONAV e cosa ti ha lasciato quell’esperienza?
Ricordo bene e con molto piacere quei giorni: il mio carissimo amico, l’enolgo Simone Schiaffino, conoscendo la mia grande passione per il mondo dell’analisi sensoriale, mi chiamò e mi sottopose il progetto O.N.A.V.; l’organizzazione Nazionale Assaggiatori di vino non esisteva nelle Marche e ci demmo un gran da fare per organizzare un primo corso per aspiranti assaggiatori che, ovviamente, frequentai con successo.
In seguito sono rimasto consigliere per altri due anni circa e poi, per problemi familiari, mi sono fatto da parte; nel frattempo, per vari problemi interni alla delegazione, l’O.N.A.V Ancona smette di fare quasi del tutto la sua attività, finché, nelle votazioni del 2014, con grande gioia sono stato eletto Delegato di Ancona.
Un’esperienza che ho portato avanti con passione ottendo ottimi risultati che mi hanno permesso di crescere ulteriormente come persona e come figura professionale.
– Cosa stai cercando di fare ora, anche tramite le altre assocciatori di assaggiatori che stai coinvolgendo?
Attualmente sto cercando di portare le associzioni del G.I.A (Gruppo Italiano Assaggiatori) nelle Marche, in modo da poter creare un polo del gusto ed organizzare serate di assaggi non solo con il vino, ma anche con formaggi salumi, etc… Voglio riuscire, in questo modo, a guidare maggiormente il consumatore nel riconoscere ed apprezzare il nostro patrimonio agroalimentare.

– Che risultati hai conseguito fino ad ora con le tue attività?
Innanzitutto una crescita personale non indifferente. In secondo luogo, i miei titoli aumentano e con essi il mio bagaglio culturale: oltre alla patente di Assaggiatore O.N.A.V. oggi sono anche Sommelier A.I.S., sono Assaggiaotore di Olii d’oliva, iscritto all’albo dei tecnici esperti assaggiatori degli oli di oliva vergini ed extravergini, ho completato il percorso formativo da tecnico Assaggiatore di salumi e, a breve, conseguirò anche il diploma di Assaggiatore di Formaggi.
Sono molto orgoglioso di aver portato nel piccolo paese dove vivo e lavoro, associazioni Nazionali molto importanti che hanno messo in risalto il nome di
Polverigi con articoli su siti e riviste specilizzate ed all’interno degli ambienti di settore.
La speranza è quella di ottenere una maggiore attenzione e la collaborazione da parte delle istituzioni e della proloco per continuare a crescere in questo ambito.

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– Cosa ami maggiormente del tuo lavoro?
Senza dubbio spiegare alle persone le qualità delle mie proposte ed il valore degli alimenti e dei vini Biologici.
– Quali sono i prossimi obiettivi?
Sinceramente sono molto soddisfatto della risposta da parte del pubblico alle mie proposte, anche per quanto riguarda le degustazioni e gli abbinamenti; purtroppo il locale comincia a starmi stretto e le persone aumentano, quindi…chissà…
– In ultimo…vino preferito, formaggio a cui non puoi resistere e salume top per te?
Ho una passione per tutte le tipologie di Verdicchio, dal base alla riserva, ed amo anche quelli passati in legno. Un buon pecorino è un formaggio a cui sono molto legato e che amo particolarmente, ma anche i formaggi muffati e caprini mi piaccono moltissimo. Come salume scelgo sicuramentte il ciauscolo spalmabile: per me è assolutamente il top.

Grazie Luca, ti aspettiamo presto con il tuo primo articolo della nuova rubrica “TradizionInnovazione”.
Siamo davvero curiosi di approfondire tanti temi assieme a te…
A presto!

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