Oggi vi voglio parlare di un ortaggio recentemente assaggiato durante il mio ultimo viaggio in puglia: il barattiere. 
Si tratta di una cucurbitacea appartenente alla specie Cucumis melo L. i cui frutti si consumano immaturi, allo stadio “verde”, in alternativa al cetriolo, rispetto al quale si digeriscono meglio.
Oggi vi voglio parlare di un ortaggio recentemente assaggiato durante il mio ultimo viaggio in puglia: il barattiere. Si tratta di una cucurbitacea appartenente alla specie Cucumis melo L. i cui frutti si consumano immaturi, allo stadio “verde”, in alternativa al cetriolo, rispetto al quale si digeriscono meglio.

#CoseBuoneDalMondo – Il Barattiere pugliese

Oggi vi voglio parlare di un ortaggio recentemente assaggiato durante il mio ultimo viaggio in puglia: il barattiere.
Si tratta di una cucurbitacea appartenente alla specie Cucumis melo L. i cui frutti si consumano immaturi, allo stadio “verde”, in alternativa al cetriolo, rispetto al quale si digeriscono meglio.

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A Cremona la “Festa del Salame”: sapori, saperi e spettacolo

Tributo a Jacovitti nel ventennale della scomparsa, degustazioni, sfida norcina, chef-show e processo al principe degli insaccati

Negroni_locandina

Produttori di salame e affini di tutta Italia si ritroveranno a Cremona dal 20 all 22 ottobre 2017 per la Festa del Salameprima rassegna gastronomico-culturale di respiro nazionale nel suo genere.
La manifestazione è organizzata da SGP Eventi e promossa dal Consorzio di Tutela del Salame Cremona con il patrocinio di Regione Lombardia, Comune di Cremona, Confartigianato Alimentazione e Camera di Commercio di Cremona. In più la firma di Negroni qualifica l’importanza della rassegna e certifica il prestigio della tradizione norcina di Cremona: era il 1907 quando Pietro Negroni, artigiano di salumeria, inaugurò proprio a Cremona l’azienda che oggi rappresenta il marchio di salumi più conosciuto dagli italiani.

salame-Cremona

La Festa del Salame si articola in una ricca serie di eventi che avranno per set il centro storico della città del Torrazzo.

Spicca, in particolare, il doppio omaggio a Benito Jacovitti, nel ventennale della scomparsa del grande fumettista che disseminava le proprie pagine di salami e che, tra l’altro, nel 1961 realizzò un apposito menù illustrato per Negroni. La kermesse accoglierà una performance live di disegnatori e artisti che creeranno tavole ispirate all’immaginario di Jacovitti; in più nelle vetrine dei negozi del centro storico saranno esposti libri e riviste con illustrazioni e strisce a fumetti firmate da ‘Jac’.

menù Jacovitti per NegroniIl programma della Festa del Salame comprende, inoltre: la sfida tra quattro giovani chef a colpi di ricette a base di salame sotto l’egida del Progetto ERG – European Region of Gastronomy; i laboratori per bambini e gli intrattenimenti musical-teatrali ispirati all’arte salumiera; le degustazioni e i menù a tema; il contest fra i migliori agriturismi lombardi produttori di salumi; il convegno sulle caratteristiche organolettiche e nutrizionali del salame e dei suoi ingredienti e tantissime altre sorprese. Tra gli eventi principali anche il Processo al Salame, dibattito-show sulla salubrità del “principe degli insaccati” che, dopo requisitoria e arringa da parte degli avvocati, si concluderà con il verdetto di un giudice esperto.

Per maggiori informazioni:
– Sito web: www.festadelsalamecremona.it
– Sito Consorzio Salame Cremona: www.salamecremona.it

festa del salame

#Cantin&Vini – Sandro De Bruno a Montecchia di Crosara (VR)

Proseguiamo il nostro breve tour estivo in Veneto, parlando di un’altra realtà molto interessante: Sandro De Bruno.

Il nome significa “Sandro di Bruno“, ovvero Sandro figlio di Bruno ed è un’usanza tipica veneta. Il nonno dell’attuale titolare lavorò per 25 anni dalle parti di Chicago e, tornato in Italia, acquistò alcuni terreni in collina per poi iniziare a produrre vino negli anni venti del solo scorso assieme al figlio.

L’origine della famiglia risale al paese di  Terrossa, frazione del Comune di Roncà.
L’Azienda fin da subito fu in grado di gestire l’intera produzione, dalla vigna al vino.
Da una piccola cantina, nel 1955 partì la prima vera produzione e la cantina andò crescendo e strutturandosi ad un certo livello. Il 1962 fu l’anno di nascita dell’attuale titolare: Sandro Tasoniero.

Garganega e Durello erano i vitigni principali, per il 90%, mentre il restante 10% veniva coltivato a Merlot e tutta la produzione enologica si commercializzava in damigiane.
Negli anni ’70 il padre dell’attuale titolare viene a mancare e la gestione dell’azienda passa agli zii. Ad inizio degli anni novanta la proprietà viene divisa perché Sandro ha idee diverse rispetto agli zii e nel 2000 parte con un nuovo progetto di vigneti e cantina che porta dapprima alla produzione di uve da vino destinate alla vendita e poi,  dal 2007,  si comincia ad imbottigliare. Sandro Tasoniero si è avvalso del supporto dell’enologo Stefano Chioccioli fino a qualche anno fa, per poi prendere personalmente in mano anche tutta la produzione.
Una bella particolarità di questa azienda è l’utilizzo di soli sugheri monopezzo.

Attualmente l’Azienda vanta 15 ettari di proprietà e 8 in affitto. I suoli sono sia calcarei che vulcanici. I primi  conferiscono finezza al vino, mentre quelli vulcanici, danno longevità e corpo, ma anche una maggior rusticità.
Oggi la cantina si trova a Montecchia di Crosara, molto vicino a Terrossa di Roncà.

La produzione annuale arriva a circa 100.000 bottiglie.

Guidato dal titolare, ho avuto il piacere di provare alcuni dei “gioielli” di questa cantina ed ora proverò a raccontarveli…

Soave DOC Colli Scaligeri, 2014.

Vino da 13 gradi alcolici, è in commercio dallo scorso aprile.
Questo è l’entry level del Soave di questa azienda.
65 g/l di solforosa, 18 mesi sulle fecce fini. Uve da alta collina, terreni vulcanici, vendemmia a mano, grappoli selezionati. Macerazione a freddo (a 4/5 gradi) per 18/24 ore, in saturazione di azoto. Questo vino effettua una fermentazione malolattica naturale, prima dell’imbottigliamento e di alcuni mesi di affinamento.
Garganega 100%, con vigneti in conversione biologica.

Giallo paglierino, acceso, brillante, abbastanza consistente.
Naso intenso, Abbastanza complesso e fine: fiori gialli, leggera camomilla, erbaceo.
In bocca è secco, caldo, morbido, fresco, sapido. Equilibrato, fine, armonico ed abbastanza persistente.
Beverino ma già con una certa complessità in bocca. Si presta ad aperitivi con formaggi freschi ed a media stagionatura, primi piatti bianchi (trofie al pesto, zucchine e gamberetti), petto di pollo con salsa alle noci, salumi freschi.
Bottiglia elegante, numerata.

Soave superiore DOCG 2013.

Vino da 13,5 gradi, ottenuto da vigneti allevati a pergola, da defogliare a giugno e grappoli da “cimare” in annate calde e piovose. Talvolta si fanno prevendemmie oppure si buttano grappoli a terra verso fine agosto.
Inizia la fermentazione in acciaio e la completa in botte, con tutte le fecce, “battonate” insufflando azoto dal basso. Resta in botte o tonneau per due anni. Nel 2014 si è ritenuto opportuno non produrlo, per tanto tale annata non sarà mai in commercio.

Giallo dorato, brillante, consistente.
Fiori leggermente appassiti, naso intenso, complesso e fine. Ginestre, Menta, limone, lici…un rosso vestito di bianco.
In bocca è secco, caldo, morbido, fresco e sapido. Pieno, rotondo, lungo…Un bianco importante, con un naso che non stanca mai e che rivela sempre qualcosa di nuovo.
Da bere con formaggi e salumi stagionati, zuppe di pesce senza pomodoro, carne alla brace…la sua morbidezza bilancia le note amare del bruciato della carne. Risotto alla zafferano o ai quattro formaggi.
Progetto da sviluppare con le fecce: dado da brodo, confettura per cucinare.

Sauvignon IGT Veneto Monte Calvarina, 2015.

13 gradi alcolici per questo vino ottenuto da due ettari di vigneto posti a seicento mslm, su terreni vulcanici. È importante avere sbalzi termici notevolii in prevendemmia, durante settembre, prima della vendemmia che avviene a fine settembre.

Giallo paglierino, brillante, abbastanza consistente.
Il naso ha i classici sentori del Sauvignon, ma un po’ più rustici ed erbacei rispetto alla maggior parte dei vini prodotti da questo vitigno. Ciò lo rende molto più interessante, intenso, complesso e fine: peperone, erbaceo, menta, fiori bianchi e gialli.
Secco, caldo, abbastanza morbido, fresco, abbastanza sapido.
Un Sauvignon che non stanca (e chi mi conosce sa che io non sono un fan dei Sauvignon). Versatile, da gustare con zuppe di legumi, bruschette, ma anche sushi e tartarre di salmone.

Durello 36.

Bollicina da 12.5 gradi alcolici.
Il Durello è un vitigno autoctono della prov. di Verona e Vicenza, molto acido, minerale e basso di gradazione: ottimo per i tagli. Ricco di acido malico, vitamina c ed acido ascorbico, era una sorta di integratore naturale per le flotte che dovevano affrontare molti mesi di traversate.

I vigneti si trovano tra i 400 e i 600 mslm e crescono su terreni vulcanici, in grado di dar luogo a vini molto longevi.
In particolare questo vino è ottenuto a seguito di una rifermentazione metodo champenoise di 36 mesi sui lieviti che dà vita ad un vino spumante di qualità prodotto in regioni determinate.
85% Durello e 15% Pinot Bianco, per il 60% del 2012 e per il restante 40% del 2013.
Tra luglio ed agosto si procede alla realizzazione della cuvee ed alla presa di spuma in bottiglia, dove poi il vino stazionerà, per l’appunto, per 36 mesi.

Giallo dorato, cristallino, bollicina fine, persistente e numerosa.
Naso intenso, abbastanza complesso, fine: tipici sentori di lievito (crosta di pane) e fiori gialli.
Secco, abbastanza caldo, abbastanza morbido, molto fresco, sapido. Bollicina elegante, molto beverina. Vino armonico, fine, lungo in bocca e con un retrogusto morbido che lo rende perfetto per gli antipasti di pesce freddi, formaggi, salumi grassi.

Durello Superiore 2008.

13 gradi alcolici per questo vino grasso, corposo, saporito, dal retrogusto morbido….un vino di una longevità meravigliosa, giallo paglierino carico.
No legno, ma fiori surmaturi al naso. Un vino delizioso che ha ancora davanti moltissimi anni.

Per concludere, Sandro ha deciso di farmi uno stupendo regalo, invitandomi ad assaggiare una vera rarità:
il Garda DOC Pinot Bianco 2007.

Solamente nel 2007 è stato realizzato un Pinot Bianco in purezza ed io ho avuto il piacere di provarlo. Un vino  da 14,5 gradi, giallo oro, intenso, ma non particolarmente complesso al naso (camomilla); in bocca è grasso, morbido, perfetto con formaggi e salumi stagionati e speziati, ma anche da provare con la frutta estiva, tipo il melone, cantucci e biscotteria.

Come sempre, sulla pagina Facebook di CulturAgroalimentare è disponibile un album con tutti gli scatti di questa splendida visita. Inoltre, una piccola informazione in più per i nostri lettori: oltre al Brand Sandro De Bruno, l’Azienda commercializza alcune sue referenze anche sotto il nome di “Terre di Terrossa“, marchio realizzato appositamente per uscire sul mercato con una fascia di prezzi inferiore e con bottiglie dotate di tappo Stelvin.

Torneremo a parlare più avanti di questo Brand, perchè si tratta di una linea davvero molto interessante…

Stay tuned… 

#Cantin&Vini – Tenute Falezza a Verona

Recentemente ho avuto il piacere di recarmi alcuni giorni in Veneto e conoscere da vicino un paio di realtà enologiche di tutto rispetto.

Cominciamo, quindi, questo mini-tour parlando delle Tenute Falezza, situate a Verona e sorte nel 1974.

L’azienda conta 12 ettari di vigneto: 6 a San Felice Extra (Valpantena), 3 presso la vallata di Marcellise e altri 3 nella vallata di Mezzane.
La produzione di bottiglie a marchio proprio avviene dal 2001, mentre precedentemente ci si limitava al conferimento presso la cantina sociale della Valpantena.

Cominciamo con la Corvina Veronese 2016 IGT…

Corvina Veronese in purezza e 13,5 gradi alcolici a causa di un leggero appassimento (10-15 giorni) delle uve. Vinificazione ed affinamento (2/3 mesi) solo in acciaio più altri 2/3 mesi in bottiglia, prima della messa in commercio. 25.000 bottiglie circa all’anno.

Rosso rubino, limpido, consistente.
Naso intenso, abbastanza complesso, fine: mora, prugna leggera, pepe, violette.
In bocca è secco, caldo, morbido, fresco, leggermente tannico, sapido. Un vino che “dimostra” meno dei suoi 13,5 gradi. Leggero, beverino, abbastanza persistente, fine, armonico.

Si può utilizzare anche con zuppe di pesce al sugo, pasta al pomodoro, aperitivi a base di prosciutto leggermente stagionato e formaggi media stagionatura.

Valpolicella Ripasso Superiore DOC 2014

E’ un vino da 14,5 gradi alcolici ed è anche il più prodotto e venduto da questa cantina negli ultimi cinque anni: 40/45.000 bottiglie annue realizzate. Blend di Corvina, Corvinone, Rondinella e Molinara (quest’ultima al 5%).

Rosso rubino intenso, limpido, complesso.
Naso elegante, fine, intenso e complesso: frutta leggermente tendente alla marmellata, fiori rossi, speziatura leggera.
In bocca è secco, caldo, morbido, rotondo, fresco, con un tannino levigato, sapido.
Armonico, fine, persistente, lascia una bocca gradevolissima ed una piacevole sensazione pseudocalorica.
Vino importante, da abbinare a piatti di una certa complessità e formaggi stagionati.

Rosso dei Falezza veronese IGT 2012

Questo è un prodotto nostro ed unico“, parola di Renato Falezza.
15 gradi alcolici per questo blend di ben sei uve differenti: Corvina, Corvinone, Rondinella, Molinara, Croatina ed Oseleta (cultivar che dà grappoli piccoli ed estremamente zuccherati, molto amati dagli uccelli…). Si tratta di uvaggi tipici veronesi, appassiti per circa due mesi (da ottobre a dicembre) e vinificati in acciaio (per 25 giorni circa); successivamente è previsto un affinamento di 14 mesi in tonneau di rovere francese da 500 litri, completato in bottiglia per altri 8 mesi prima della messa in commercio.
Lo possiamo definire “un baby Amarone“…

Rosso porpora, limpido, consistente.
Naso intenso, fine e complesso. Ribes, more sotto spirito, caffè , cioccolata, tostati in generale.
In bocca è secco, caldo, morbido, fresco, tannino setoso, sapido. Equilibrato, fine, persistente, armonico. Vino importante, da parte finale della cena, con formaggi e salumi stagionati, selvaggina, carni rosse…aperitivi invernali.

Amarone della Valpolicella 2012

Il prodotto di punta dell’azienda è un rosso da 16 gradi alcolici, composto dalle uve Corvina, Corvinone, Rondinella ed Oseleta (5%). L’appassimento delle uve dura ben tre mesi e la vinificazione si effettua a gennaio. Le basse temperature fanno stentare la partenza della fermentazione che può arrivare a durare anche trenta giorni. La vinificazione avviene in acciaio e ad essa segue un affinamento di due anni e mezzo in botti di rovere (70% in botti da 25 hl di rovere francese e 30% in barrique da 225 hl di rovere francese), poi un anno in bottiglia.

Rosso porpora intenso, consistente, limpido.
Naso intenso, fine, complesso: ciliegia, amarena, cioccolata, caramello, peperoncino.
In bocca è secco, caldo, fresco, morbido, tannico, sapido.
Persistente, equilibrato, fine ed armonico.
Delizioso, con una struttura importante, ma beverina. Retrogusto leggermente dolce, che si sposa bene con l’arista di maiale in salsa di prugna, spezzatini di selvaggina al sugo, formaggi stagionati mantecati nel vino.

Il viaggio all’interno degli Amaroni delle Tenute Falezza, idealmente si sarebbe dovuto concludere con l’Amarone Riserva 2011, un gioiello da sole 500 bottiglie annue, ovviamente realizzate esclusivamente nelle annate migliori.

Ottenuto da vigneti selezionato, con vigne dai 70 anni in su di Corvina, Corvinone, Rondinella ed Oseleta: una bomba da 16,5 gradi alcolici, ottenuta dopo un affinamento di 4 anni in sole barrique e di altri due anni in bottiglia, prima della commercializzazione. Mi riservo di assaggiare questa bottiglia in una occasione speciale (e non a Luglio…), magari dedicandole un pezzo apposito, ma andiamo avanti con il prossimo ed ultimo vino…

Recioto della Valpolicella DOC 2014

E’ il vino tipico della tradizione veronese: un rosso da 13,5 gradi alcolici, frutto del blend di Corvina, Corvinone, Rondinella ed Oseleta.
Le uve vengono fatte appassire per4 mesi e la fermentazione dura 15 giorni per poi essere bloccata col freddo. Affinamento in botti di rovere da 10 hl per due anni e poi 6 mesi in bottiglia.
110 g/l di zucchero residuo.
Da gustare in abbinamento con la cioccolata fondente, i formaggi stagionati e/o piccanti, oppure semplicemente come stupendo vino da meditazione….

Rosso rubino intenso, consistente, limpido.
Naso intenso, complesso, fine: amarena e ciliegia sotto spirito.

Dolce, caldo, morbido, fresco, leggermente tannico, sapido.
A tratti ricorda quasi un liquore alla ratafìa: equilibrato, persistente, armonico.
Perfetto, come già detto, con la cioccolata fondente, ma da provare anche con la zuppa inglese. Un ottimo vino da fine pasto e da meditazione.

Ma non finisce qui….

Oltre ai vini, infatti, l’azienda produce anche 500 bottiglie all’anno di grappa di Amarone (6 mesi di legno, colore giallo tenue) e circa 5/6 hl di olio extravergine d’oliva, ottenuto dalle 130 piante di olive: Leccino, Favarol e Grignano.

Una realtà giovane, ma già strutturata, da conoscere ed apprezzare con una visita in uno dei territori più belli del nostro Paese.

Come sempre, sulla pagina Facebook di CulturAgroalimentare, sono disponibili tutte le foto di questo piacevolissimo viaggio.

Quattro anni di CulturAgroalimentare….

All’incirca 4 anni fa nasceva il blog

L’idea era semplicemente quella di tenere una sorta di diario delle nozioni che stavo ripassando per sostenere l’esame da Sommelier, ma ben presto si espanse a macchia d’olio, “contaminando” anche altri ambiti, vicini al settore a cui mi ero dedicato all’Università.

Iniziava, così, un percorso di approfondimento, un diario di degustazioni ed uno spazio tramite cui sviluppare nuovi contatti ed amicizie.

Oggi CulturAgroalimentare si rifà il look e diventa a tutti gli effetti un portale che, anche grazie alle collaborazioni con altri appassionati del mondo del cibo e del vino, arriva a toccare nuove tematiche ed a sviluppare argomenti che possano interessare una platea sempre più ampia di persone desiderose di soddisfare le proprie curiosità su ciò che ruota attorno al mondo Agroalimentare.

So di non essere riuscito ad essere sempre costante come avrei voluto, ma i follower sono comunque progressivamente cresciuti ed ora è giunto il momento di fare un ulteriore passo avanti e diventare davvero un sito in grado di proporsi come un autorevole punto di riferimento, un Ambasciatore della cultura del cibo e del bere di di qualità.

In un mondo di improvvisati e di “tuttologi del web” c’è davvero tanto bisogno di poter portare Cultura, con la C maiuscola…o quantomeno di provarci seriamente.

Tante sono le idee e i progetti che ho in cantiere per poter rendere sempre più avvincente la navigazione tra le pagine di questo rinnovato portale, che mi auguro potranno vedere la luce quanto prima.

Nuove penne si aggiungeranno e nuove rubriche partiranno ed anche tu, se hai la passione per questo meraviglioso mondo e vorresti provare a condividere con il resto del Mondo le tue esperienze e competenze, puoi provare a diventare uno dei nostri collaboratori.

Scrivici al nostro indirizzo di contatto e proponici una rubrica che vorresti poter sviluppare, saremo lieti di approfondire le tue idee.

Per ora, però, almeno virtualmente, uniamoci tutti insieme a cantare
“Buon Compleanno CulturAgroalimentare!!”

 

 

17, 18 e 19 giugno 2017…Roma Cocktail Week – terza edizione

Con la direzione artistica di Massimo D’Addezio, 6 top cocktail bar di Roma, 5 scuole di bartending, oltre 50 drink creati per l’occasione, masterclass, abbinamenti drink-food, mostra mercato, sfide tra bartenter, il ‘barman per un giorno’, ma anche concerti e djset.

ROMA COCKTAIL WEEK 2017 locandina

Si tiene a Roma, presso le Officine Farneto (via dei Monti della Farnesina, 77) il 17, 18 e 19 giugno 2017 la terza edizione della Roma Cocktail Week, progetto nato dal format Spirits, ideato e curato da Nufactory in collaborazione con Smash e Woow e con la direzione artistica di Massimo D’Addezio, uno dei più grandi barman italiani. Il programma completo del festival al sito ufficiale www.spiritsevent.com

Un grande evento – il primo grande festival a Roma dedicato alla cultura del bere bene e all’arte della miscelazione – che prevede un’offerta vasta ed eterogenea: sei top cocktail bar, 5 scuole di bartending, oltre 50 drink creati per l’occasione, masterclass e degustazioni, abbinamenti drink-food, sfida tra scuole di bartending, il ‘barman per un giorno’, concerti e dj set fino a notte inoltrata. Novità di quest’edizione della Roma Cocktail Week sarà la mostra mercato, uno spazio dedicato all’esposizione e vendita al pubblico. Grande attenzione verrà rivolta al ‘bere responsabile’: far crescere la cultura e la conoscenza del ‘saper bere bene’ è infatti uno degli obiettivi della Roma Cocktail Week, evento dedicato al consumatore e rivolto a un pubblico eterogeneo, dai semplici curiosi agli amanti dell’arte della miscelazione di qualità.

Sei tra i migliori cocktail bar e speakeasy di Roma saranno ospitati per la produzione di loro cocktail e creazioni. I relativi Bartender leader, rappresentanti del top della mixology romana, creeranno drink list specifiche per la Roma Cocktail Week e ogni bar sarà specializzato in una linea di prodotto, nell’ottica del ‘tailor made’ e della sperimentazione, dalla vodka al gin, passando per vermouth, tequila e whisky & rum. Ospiti della manifestazione saranno quindi le migliori scuole di Roma per barman professionisti. Ad accompagnare la ricca offerta dedicata al beverage, la Roma Cocktail Week presenterà anche un’area food con proposte culinarie studiate per soddisfare per tutti i gusti. La domenica invece è prevista una cena gourmet con una special guest chef di uno dei ristoranti più interessanti di Roma che preparerà in esclusiva per il festival il menù abbinato a una drink list speciale (l’accesso avverrà solo tramite prenotazione).

La gara tra scuole di bartender si svolgerà nel bar centrale della location e sarà una sfida basata sulla valutazione del comportamento e del modus operandi dei bartenders durante i due giorni. I criteri che guideranno i giudici nelle valutazioni saranno dettati dal rispetto della filosofia di un bar e dei propri barman: il riguardo nei confronti del cliente è al primo posto e il bere responsabile deve guidare gli intenti professionali.
In un’area dedicata sarà possibile – previa prenotazione – diventare ‘Barman per un giorno’, l’occasione per apprendere i segreti del mestiere del bartender in una mezz’ora di lezione individuale. Professionisti del settore terranno – sabato 17 e domenica 18 giugno – delle lezioni dedicate alla presentazione di un prodotto scelto e proposto attraverso la preparazione di diversi cocktail. A differenza di altre masterclass, queste non saranno rivolte unicamente a esperti del settore, ma anche al pubblico meno esperto che potrà degustare i prodotti oggetto della masterclass. La giornata di lunedì 19 giugno, invece, sarà interamente dedicata al trade, realizzata in collaborazione con BlueBlazer, con grandi ospiti internazionali, rivolta solo agli addetti ai lavori, con master al mattino e al pomeriggio forum di approfondimento e una tavola rotonda con tutti gli operatori delle aziende coinvolte.

Il direttore artistico – Massimo D’Addezio
Massimo D'AddezioMassimo D’Addezio nasce in una famiglia di ristoratori e prosegue sulle stesse orme specializzandosi nell’arte della miscelazione arrivando a gestire un suo locale fino al 2000, quando decide di intraprendere l’avventura dell’apertura dell ‘Hotel de Russie, che nei piani originari sarebbe dovuta essere un esperienza di tre anni al massimo ma il divertimento è stato tanto e tale da farlo rimanere al timone dello Stravinskij Bar per più di tredici anni creando un’ambiente cosmopolita e totalmente indirizzato all’internazionalità. Nel 2006 viene premiato con lo Stravinskij Bar come miglior Hotel Bar d’Europa.Nel 2008 è stato premiato da Havana Club come miglior Bar Manager d’Italia per la guida dei ristoranti dell’Espresso. Nel 2009 riceve a Las Vegas il premio di Virtuoso Travel come Best Hotel Bar in the World. Dal 2005 ad oggi è presente sulla guida dei bar del Gambero Rosso come uno dei migliori barman in Italia. Nel 2014 apre uno nuovo concept bar “Co.So. Cocktail & Social” cocktail bar basato sulla cura della qualità del servizio e sulla scoperta da parte del cliente, di un modo di bere moderno e fuori dagli schemi. Nel 2016, il suo progetto “Chorus Café” di Roma, partito a gennaio del 2015, entra nella classifica di Condé Nast come uno dei nove migliori bar del mondo. Massimo negli anni si rende protagonista all’interno di Gambero Rosso Channel, della creazione di contenuti televisivi sul mondo degli spirits e della miscelazione, tra questi il programma Spirits – I Maestri del Cocktail.

Partner di promozione del festival sono SMASH e Woow, giovani realtà che in poco tempo sono riuscite ad affermarsi nel panorama musicale e della nightlife romani, godendo di un notevole seguito.

Orari:
– Sabato 17 giugno – dalle 16.00 alle 04.00
– Domenica 18 giugno – dalle 16.00 alle 23.00
– Lunedì 19 giugno (brand day – giornata dedicata alle aziende) – dalle 14.00 alle 18.00

Prezzi:
Biglietto singolo: 6 euro
Abbonamento per due giorni: 25 euro (comprende anche: 2 cocktail e una consumazione food, non comprende la serata di domenica con djset)

Per maggiori informazioni:
www.spiritsevent.com
www.facebook.com/RomaCocktailWeekOfficial
www.instagram.com/romacocktailweek
tel. 06 70614597
info@nufactory.it

Ufficio Stampa
Carlo Dutto

Ambasciatore della Cultura del mondo Agroalimentare