#Cantin&Vini – Tenute Falezza a Verona

Recentemente ho avuto il piacere di recarmi alcuni giorni in Veneto e conoscere da vicino un paio di realtà enologiche di tutto rispetto.

Cominciamo, quindi, questo mini-tour parlando delle Tenute Falezza, situate a Verona e sorte nel 1974.

L’azienda conta 12 ettari di vigneto: 6 a San Felice Extra (Valpantena), 3 presso la vallata di Marcellise e altri 3 nella vallata di Mezzane.
La produzione di bottiglie a marchio proprio avviene dal 2001, mentre precedentemente ci si limitava al conferimento presso la cantina sociale della Valpantena.

Cominciamo con la Corvina Veronese 2016 IGT…

Corvina Veronese in purezza e 13,5 gradi alcolici a causa di un leggero appassimento (10-15 giorni) delle uve. Vinificazione ed affinamento (2/3 mesi) solo in acciaio più altri 2/3 mesi in bottiglia, prima della messa in commercio. 25.000 bottiglie circa all’anno.

Rosso rubino, limpido, consistente.
Naso intenso, abbastanza complesso, fine: mora, prugna leggera, pepe, violette.
In bocca è secco, caldo, morbido, fresco, leggermente tannico, sapido. Un vino che “dimostra” meno dei suoi 13,5 gradi. Leggero, beverino, abbastanza persistente, fine, armonico.

Si può utilizzare anche con zuppe di pesce al sugo, pasta al pomodoro, aperitivi a base di prosciutto leggermente stagionato e formaggi media stagionatura.

Valpolicella Ripasso Superiore DOC 2014

E’ un vino da 14,5 gradi alcolici ed è anche il più prodotto e venduto da questa cantina negli ultimi cinque anni: 40/45.000 bottiglie annue realizzate. Blend di Corvina, Corvinone, Rondinella e Molinara (quest’ultima al 5%).

Rosso rubino intenso, limpido, complesso.
Naso elegante, fine, intenso e complesso: frutta leggermente tendente alla marmellata, fiori rossi, speziatura leggera.
In bocca è secco, caldo, morbido, rotondo, fresco, con un tannino levigato, sapido.
Armonico, fine, persistente, lascia una bocca gradevolissima ed una piacevole sensazione pseudocalorica.
Vino importante, da abbinare a piatti di una certa complessità e formaggi stagionati.

Rosso dei Falezza veronese IGT 2012

Questo è un prodotto nostro ed unico“, parola di Renato Falezza.
15 gradi alcolici per questo blend di ben sei uve differenti: Corvina, Corvinone, Rondinella, Molinara, Croatina ed Oseleta (cultivar che dà grappoli piccoli ed estremamente zuccherati, molto amati dagli uccelli…). Si tratta di uvaggi tipici veronesi, appassiti per circa due mesi (da ottobre a dicembre) e vinificati in acciaio (per 25 giorni circa); successivamente è previsto un affinamento di 14 mesi in tonneau di rovere francese da 500 litri, completato in bottiglia per altri 8 mesi prima della messa in commercio.
Lo possiamo definire “un baby Amarone“…

Rosso porpora, limpido, consistente.
Naso intenso, fine e complesso. Ribes, more sotto spirito, caffè , cioccolata, tostati in generale.
In bocca è secco, caldo, morbido, fresco, tannino setoso, sapido. Equilibrato, fine, persistente, armonico. Vino importante, da parte finale della cena, con formaggi e salumi stagionati, selvaggina, carni rosse…aperitivi invernali.

Amarone della Valpolicella 2012

Il prodotto di punta dell’azienda è un rosso da 16 gradi alcolici, composto dalle uve Corvina, Corvinone, Rondinella ed Oseleta (5%). L’appassimento delle uve dura ben tre mesi e la vinificazione si effettua a gennaio. Le basse temperature fanno stentare la partenza della fermentazione che può arrivare a durare anche trenta giorni. La vinificazione avviene in acciaio e ad essa segue un affinamento di due anni e mezzo in botti di rovere (70% in botti da 25 hl di rovere francese e 30% in barrique da 225 hl di rovere francese), poi un anno in bottiglia.

Rosso porpora intenso, consistente, limpido.
Naso intenso, fine, complesso: ciliegia, amarena, cioccolata, caramello, peperoncino.
In bocca è secco, caldo, fresco, morbido, tannico, sapido.
Persistente, equilibrato, fine ed armonico.
Delizioso, con una struttura importante, ma beverina. Retrogusto leggermente dolce, che si sposa bene con l’arista di maiale in salsa di prugna, spezzatini di selvaggina al sugo, formaggi stagionati mantecati nel vino.

Il viaggio all’interno degli Amaroni delle Tenute Falezza, idealmente si sarebbe dovuto concludere con l’Amarone Riserva 2011, un gioiello da sole 500 bottiglie annue, ovviamente realizzate esclusivamente nelle annate migliori.

Ottenuto da vigneti selezionato, con vigne dai 70 anni in su di Corvina, Corvinone, Rondinella ed Oseleta: una bomba da 16,5 gradi alcolici, ottenuta dopo un affinamento di 4 anni in sole barrique e di altri due anni in bottiglia, prima della commercializzazione. Mi riservo di assaggiare questa bottiglia in una occasione speciale (e non a Luglio…), magari dedicandole un pezzo apposito, ma andiamo avanti con il prossimo ed ultimo vino…

Recioto della Valpolicella DOC 2014

E’ il vino tipico della tradizione veronese: un rosso da 13,5 gradi alcolici, frutto del blend di Corvina, Corvinone, Rondinella ed Oseleta.
Le uve vengono fatte appassire per4 mesi e la fermentazione dura 15 giorni per poi essere bloccata col freddo. Affinamento in botti di rovere da 10 hl per due anni e poi 6 mesi in bottiglia.
110 g/l di zucchero residuo.
Da gustare in abbinamento con la cioccolata fondente, i formaggi stagionati e/o piccanti, oppure semplicemente come stupendo vino da meditazione….

Rosso rubino intenso, consistente, limpido.
Naso intenso, complesso, fine: amarena e ciliegia sotto spirito.

Dolce, caldo, morbido, fresco, leggermente tannico, sapido.
A tratti ricorda quasi un liquore alla ratafìa: equilibrato, persistente, armonico.
Perfetto, come già detto, con la cioccolata fondente, ma da provare anche con la zuppa inglese. Un ottimo vino da fine pasto e da meditazione.

Ma non finisce qui….

Oltre ai vini, infatti, l’azienda produce anche 500 bottiglie all’anno di grappa di Amarone (6 mesi di legno, colore giallo tenue) e circa 5/6 hl di olio extravergine d’oliva, ottenuto dalle 130 piante di olive: Leccino, Favarol e Grignano.

Una realtà giovane, ma già strutturata, da conoscere ed apprezzare con una visita in uno dei territori più belli del nostro Paese.

Come sempre, sulla pagina Facebook di CulturAgroalimentare, sono disponibili tutte le foto di questo piacevolissimo viaggio.

Quattro anni di CulturAgroalimentare….

All’incirca 4 anni fa nasceva il blog

L’idea era semplicemente quella di tenere una sorta di diario delle nozioni che stavo ripassando per sostenere l’esame da Sommelier, ma ben presto si espanse a macchia d’olio, “contaminando” anche altri ambiti, vicini al settore a cui mi ero dedicato all’Università.

Iniziava, così, un percorso di approfondimento, un diario di degustazioni ed uno spazio tramite cui sviluppare nuovi contatti ed amicizie.

Oggi CulturAgroalimentare si rifà il look e diventa a tutti gli effetti un portale che, anche grazie alle collaborazioni con altri appassionati del mondo del cibo e del vino, arriva a toccare nuove tematiche ed a sviluppare argomenti che possano interessare una platea sempre più ampia di persone desiderose di soddisfare le proprie curiosità su ciò che ruota attorno al mondo Agroalimentare.

So di non essere riuscito ad essere sempre costante come avrei voluto, ma i follower sono comunque progressivamente cresciuti ed ora è giunto il momento di fare un ulteriore passo avanti e diventare davvero un sito in grado di proporsi come un autorevole punto di riferimento, un Ambasciatore della cultura del cibo e del bere di di qualità.

In un mondo di improvvisati e di “tuttologi del web” c’è davvero tanto bisogno di poter portare Cultura, con la C maiuscola…o quantomeno di provarci seriamente.

Tante sono le idee e i progetti che ho in cantiere per poter rendere sempre più avvincente la navigazione tra le pagine di questo rinnovato portale, che mi auguro potranno vedere la luce quanto prima.

Nuove penne si aggiungeranno e nuove rubriche partiranno ed anche tu, se hai la passione per questo meraviglioso mondo e vorresti provare a condividere con il resto del Mondo le tue esperienze e competenze, puoi provare a diventare uno dei nostri collaboratori.

Scrivici al nostro indirizzo di contatto e proponici una rubrica che vorresti poter sviluppare, saremo lieti di approfondire le tue idee.

Per ora, però, almeno virtualmente, uniamoci tutti insieme a cantare
“Buon Compleanno CulturAgroalimentare!!”

 

 

17, 18 e 19 giugno 2017…Roma Cocktail Week – terza edizione

Con la direzione artistica di Massimo D’Addezio, 6 top cocktail bar di Roma, 5 scuole di bartending, oltre 50 drink creati per l’occasione, masterclass, abbinamenti drink-food, mostra mercato, sfide tra bartenter, il ‘barman per un giorno’, ma anche concerti e djset.

ROMA COCKTAIL WEEK 2017 locandina

Si tiene a Roma, presso le Officine Farneto (via dei Monti della Farnesina, 77) il 17, 18 e 19 giugno 2017 la terza edizione della Roma Cocktail Week, progetto nato dal format Spirits, ideato e curato da Nufactory in collaborazione con Smash e Woow e con la direzione artistica di Massimo D’Addezio, uno dei più grandi barman italiani. Il programma completo del festival al sito ufficiale www.spiritsevent.com

Un grande evento – il primo grande festival a Roma dedicato alla cultura del bere bene e all’arte della miscelazione – che prevede un’offerta vasta ed eterogenea: sei top cocktail bar, 5 scuole di bartending, oltre 50 drink creati per l’occasione, masterclass e degustazioni, abbinamenti drink-food, sfida tra scuole di bartending, il ‘barman per un giorno’, concerti e dj set fino a notte inoltrata. Novità di quest’edizione della Roma Cocktail Week sarà la mostra mercato, uno spazio dedicato all’esposizione e vendita al pubblico. Grande attenzione verrà rivolta al ‘bere responsabile’: far crescere la cultura e la conoscenza del ‘saper bere bene’ è infatti uno degli obiettivi della Roma Cocktail Week, evento dedicato al consumatore e rivolto a un pubblico eterogeneo, dai semplici curiosi agli amanti dell’arte della miscelazione di qualità.

Sei tra i migliori cocktail bar e speakeasy di Roma saranno ospitati per la produzione di loro cocktail e creazioni. I relativi Bartender leader, rappresentanti del top della mixology romana, creeranno drink list specifiche per la Roma Cocktail Week e ogni bar sarà specializzato in una linea di prodotto, nell’ottica del ‘tailor made’ e della sperimentazione, dalla vodka al gin, passando per vermouth, tequila e whisky & rum. Ospiti della manifestazione saranno quindi le migliori scuole di Roma per barman professionisti. Ad accompagnare la ricca offerta dedicata al beverage, la Roma Cocktail Week presenterà anche un’area food con proposte culinarie studiate per soddisfare per tutti i gusti. La domenica invece è prevista una cena gourmet con una special guest chef di uno dei ristoranti più interessanti di Roma che preparerà in esclusiva per il festival il menù abbinato a una drink list speciale (l’accesso avverrà solo tramite prenotazione).

La gara tra scuole di bartender si svolgerà nel bar centrale della location e sarà una sfida basata sulla valutazione del comportamento e del modus operandi dei bartenders durante i due giorni. I criteri che guideranno i giudici nelle valutazioni saranno dettati dal rispetto della filosofia di un bar e dei propri barman: il riguardo nei confronti del cliente è al primo posto e il bere responsabile deve guidare gli intenti professionali.
In un’area dedicata sarà possibile – previa prenotazione – diventare ‘Barman per un giorno’, l’occasione per apprendere i segreti del mestiere del bartender in una mezz’ora di lezione individuale. Professionisti del settore terranno – sabato 17 e domenica 18 giugno – delle lezioni dedicate alla presentazione di un prodotto scelto e proposto attraverso la preparazione di diversi cocktail. A differenza di altre masterclass, queste non saranno rivolte unicamente a esperti del settore, ma anche al pubblico meno esperto che potrà degustare i prodotti oggetto della masterclass. La giornata di lunedì 19 giugno, invece, sarà interamente dedicata al trade, realizzata in collaborazione con BlueBlazer, con grandi ospiti internazionali, rivolta solo agli addetti ai lavori, con master al mattino e al pomeriggio forum di approfondimento e una tavola rotonda con tutti gli operatori delle aziende coinvolte.

Il direttore artistico – Massimo D’Addezio
Massimo D'AddezioMassimo D’Addezio nasce in una famiglia di ristoratori e prosegue sulle stesse orme specializzandosi nell’arte della miscelazione arrivando a gestire un suo locale fino al 2000, quando decide di intraprendere l’avventura dell’apertura dell ‘Hotel de Russie, che nei piani originari sarebbe dovuta essere un esperienza di tre anni al massimo ma il divertimento è stato tanto e tale da farlo rimanere al timone dello Stravinskij Bar per più di tredici anni creando un’ambiente cosmopolita e totalmente indirizzato all’internazionalità. Nel 2006 viene premiato con lo Stravinskij Bar come miglior Hotel Bar d’Europa.Nel 2008 è stato premiato da Havana Club come miglior Bar Manager d’Italia per la guida dei ristoranti dell’Espresso. Nel 2009 riceve a Las Vegas il premio di Virtuoso Travel come Best Hotel Bar in the World. Dal 2005 ad oggi è presente sulla guida dei bar del Gambero Rosso come uno dei migliori barman in Italia. Nel 2014 apre uno nuovo concept bar “Co.So. Cocktail & Social” cocktail bar basato sulla cura della qualità del servizio e sulla scoperta da parte del cliente, di un modo di bere moderno e fuori dagli schemi. Nel 2016, il suo progetto “Chorus Café” di Roma, partito a gennaio del 2015, entra nella classifica di Condé Nast come uno dei nove migliori bar del mondo. Massimo negli anni si rende protagonista all’interno di Gambero Rosso Channel, della creazione di contenuti televisivi sul mondo degli spirits e della miscelazione, tra questi il programma Spirits – I Maestri del Cocktail.

Partner di promozione del festival sono SMASH e Woow, giovani realtà che in poco tempo sono riuscite ad affermarsi nel panorama musicale e della nightlife romani, godendo di un notevole seguito.

Orari:
– Sabato 17 giugno – dalle 16.00 alle 04.00
– Domenica 18 giugno – dalle 16.00 alle 23.00
– Lunedì 19 giugno (brand day – giornata dedicata alle aziende) – dalle 14.00 alle 18.00

Prezzi:
Biglietto singolo: 6 euro
Abbonamento per due giorni: 25 euro (comprende anche: 2 cocktail e una consumazione food, non comprende la serata di domenica con djset)

Per maggiori informazioni:
www.spiritsevent.com
www.facebook.com/RomaCocktailWeekOfficial
www.instagram.com/romacocktailweek
tel. 06 70614597
info@nufactory.it

Ufficio Stampa
Carlo Dutto

#DegustazionItineranti – La Centenara Gran Riserva, Distilleria Aquileia

#DegustazionItineranti – La Centenara Gran Grappa riserva 10 anni, Distilleria Aquileia
di Alessandro Serenellini 

Questa volta la nostra tappa sarà il Friuli: terra forte ed orgogliosa, piena di tradizioni e controsensi; innovativa e proiettata verso il futuro, ma anche legata alle proprie radici pagane ed alla sua natura.

Ammetto di essere anche un po’ emozionato (piú del solito almeno) nello scrivere questo articolo. In primo luogo perchè da bambino ho passato l’infanzia sciando ed ammirando queste meravigliose montagne e poi, perchè l’argomento di oggi è (almeno per me) molto complesso e delicato: la Grappa!

Il prodotto che ho scelto di presentare proviene dalla “Distilleria Aquileia” e si tratta de “La centenara Gran Grappa riserva 10 anni“.

Centenara Gran Grappa - 5La bottiglia si presenta “sofisticata” ed austera, rimandando ad un tempo non troppo lontano, quando l’impero ausburgico dominava questa ex colonia romana. Nel vetro, molto spesso e scurissimo, è presente anche lo stemma in rilievo della distilleria.
Sicuramente è stata pensata per resistere agli anni ed impedire ai raggi del sole di penetrarvici.
Un dettaglio da non tralasciare ai fini della degustazione, è la particolarità del blend di vinacce utilizzate per la distillazione:  Traminer, Sauvignon Blanc, Malvasia e Riesling!!

Appena versata nel bicchiere, capiamo subito di avere a che fare con un prodotto di carattere… Giallo dorato maturo il colore, che richiama quello degli Armagnac invecchiati.

Al naso è bene avvicinare il bicchiere con cautela per non farsi sorprendere dal sentore intenso di grappa (dato anche dai 46° alcolici), che lascia spazio all’intensità delle vinacce aromatiche… Queste risultano gradevoli ed interessanti, soprattutto se si ha l’accortezza di riscaldare leggermente il bicchiere col palmo della mano: in tal modo si faranno vivi gli aromi di vaniglia e legno di quercia che andranno a completarne lo scenario sensitivo.

Neanche in bocca lascia alcun dubbio, confermando un’importante ricchezza gustativa ed aggiungendovi potenza ed intensità.

Sorseggiata con calma, avrà la consistenza della seta… Ciò è fondamentale per chi ama bere grappa (come il sottoscritto), ma anche pericoloso (avete capito a cosa mi riferisco, vero?!?)…

Personalmente non vi abbenerei nulla, ma la berrei lentamente, dopo un pasto importante, per chiudere veramente in bellezza ed aiutare la digestione….

Centenara Gran Grappa . 3

 

#RadiniRecensioni – Pelago 2012 di Umani Ronchi

#RadiniRecensioni – Umani Ronchi, Pelago 2012
di Federico Radini

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Il Pelago nasce sul Monte Conero, da vitigni esposti verso il mare. L’azienda nasce a Cupramontana con il Verdicchio e successivamente si trasferisce sulle pendici del Monte Conero, a Camerano, mantenendo la cantina stoica per la produzione di Verdicchio.
Azienda storica e di rilevanza nelle Marche per l’alta qualità e anche per la produzione, ha un mercato che oramai tocca tutto il mondo. E’ in particolar modo in Giappone che si sta avendo lo sviluppo maggiore grazie anche all’apertura di locali che portano il nome di alcuni loro vini.

Il Pelago nasce nel 1994 e il papà di questa meraviglia è il grande Giacomo Tachis, che, girando intorno al tavolo delle prove dei vari “tagli”, improvvisamente ritornò sui suoi passi e riassaggiando il bicchiere, dichiarò che quello era il “taglio” che meglio lo soddisfaceva: Cabernet Sauvignon 50% – Montepulciano 40% – Merlot 10%.

PelagoIl vino si presenta di colore rubino, intenso e impenetrabile con un profumo vivace e ampio, con sentori floreali di rosa rossa, viola, frutta rossa e nera, piena e succosa che ritorna anche in bocca. Sentori di tabacco, scatola dei sigari e spezie.
Corposo e persistente in bocca, che offre una freschezza e bevibilità instancabili; un denso retrogusto con un finale balsamico, liquirizia in particolar modo.

Un vino da gustare con carni rosse o meglio ancora con della selvaggina da piuma, può anche accostarsi a dei formaggi stagionati importanti. Oserei accostarlo anche ad uno stoccafisso all’anconetana, corposo, denso e pieno di sapori del pesce ma anche dei condimenti usati, principalmente olio d’oliva di alta qualità, che rende il pesce gustoso e indimenticabile al palato, un abbinamento della tradizione, come si usava una volta, quando il vino principalmente usato era il rosso anche lungo la costa. Servito a una temperatura di 18/20*C. in un calice di grandi dimensioni, con un corpo piuttosto ampio, così da consentire la giusta ossigenazione del vino, lungamente affinato in bottiglia; i tannini così ammorbiditi, sviluppano aromi complessi e terziari che, liberandosi dal vino, si concentreranno nell’apertura più stretta del bicchiere.

Orvieto Wine Show: 3-4 giugno 2017

Oggi vi segnalo la seconda edizione del Wine Show di Orvieto, la manifestazione enogastronomica che si terrà in Umbria, il prossimo 3 e 4 giugno. L’evento ospiterà circa 100 espositori con oltre 700 etichette di vino in degustazione di cantine e produttori provenienti da tutta Italia.
Banner Wine Show
Una grande vetrina per le produzioni locali, un prezioso momento di confronto con importanti aziende italiane e realtà emergenti del settore.
Ospite e testimonial della manifestazione è il miglior sommelier d’Italia, Maurizio Filippi, accompagnato nelle degustazioni nelle tre location della manifestazione dai sommelier di Ais e Fisar.
Questo il comunicato realizzato a seguito della conferenza stampa di presentazione, tenutasi a metà maggio:
Cento espositori da tutta Italia, 700 etichette in degustazione, uno spettacolo per gli occhi e per il palato, uno spettacolo nel bicchiere. Torna il 3 e 4 giugno a Orvieto il Wine Show, l’evento enogastronomico dedicato a esperti e appassionati di vino, una preziosa occasione di incontro e confronto diretto tra i produttori e le imprese del settore food&beverage, un’opportunità imperdibile per visitare una delle più belle città d’Italia.
Un momento della conferenza stampa
Tante le novità della seconda edizione presentata questa mattina alla stampa e alla città nella suggestiva cornice dell’Enoteca regionale di palazzo del Gusto riaperta al pubblico per l’occasione e per il Wine Show. Innanzitutto la collaborazione con “Orvieto in fiore” dalla quale è nato il Wine Tour, una degustazione itinerante attraverso i colori e i profumi dei quattro quartieri di Orvieto immersi nella magia delle rievocazioni medievali e addobbati dalle infiorate. Gli abili infioratori di “Orvieto in fiore” realizzeranno inoltre delle composizioni a tema dedicate al vino e al Wine Show nelle sedi dell’evento.
Ospite e testimonial della manifestazione il miglior sommelier d’Italia, Maurizio Filippi, che sarà protagonista di due degustazioni guidate. La prima – “Orvieto, Classico senza tempo” – porterà alla sorprendente riscoperta di vecchie annate di Orvieto Doc e Classico e si terrà tra le pareti scavate nel tufo dell’Enoteca regionale di palazzo del Gusto. La seconda – “Next stop: Wine” – sarà invece una imprevedibile degustazione show tra gli stand assolutamente da non perdere.
Da sinistra Ennio Baccianella, Ennio Cadamuro, una sommelier Fisar e Maurizio FilippiTre le location della manifestazione nel centro storico di Orvieto: la ex Chiesa di San Giacomo in piazza Duomo, sede della biglietteria principale e luogo di partenza del Wine Tour, il palazzo del Popolo, dove si troveranno gli stand dei vini di Orvieto e dell’Umbria, e palazzo del Gusto, che ospiterà la rassegna di vini provenienti dal resto d’Italia con la partecipazione anche di etichette internazionali della Slovenia e del Cile.
Ad accompagnare le degustazioni, per la prima volta insieme, i sommelier di Ais Umbria e Fisar Orvieto mentre Ennio Baccianella e gli esperti dell’associazione “A tavola con Bacco” guideranno tre degustazioni sui distillati nella Sala Etrusca di palazzo del Popolo.
L’itinerario di degustazione nelle location di Wine Show sarà collegato anche a un divertente percorso social che vuole rafforzare ed esaltare il messaggio della manifestazione. Il vino è condivisione e sono le nostre emozioni, le persone con cui lo condividiamo e i luoghi che fanno da cornice a renderlo unico e indimenticabile. Visitatori e turisti avranno così l’occasione di scattarsi delle foto particolari da postare e pubblicare sui profili Facebook, Instagram e Twitter della manifestazione con gli hashtag #BeWine e #WineShow2017 che gli permetteranno di partecipare a un coinvolgente instant contest fotografico.
orvieto-umbria-noleggio-con-conducente-umbriaLa tradizione del vino e l’innovazione tecnologica andranno a braccetto grazie alla partnership con la multinazionale Engineering che oltre a curare una postazione social e i digital signage che si troveranno nelle sedi della manifestazione, ha anche sviluppato e messo a disposizione una app per una coinvolgente degustazione hi-tech tutta da scoprire e provare.
“La prima edizione ha avuto un successo inaspettato – ha affermato Alberto Crispo, organizzatore di Wine Show Orvieto – ora la manifestazione vuole crescere e consolidarsi. Orvieto è una città del vino, ha storie da raccontare, luoghi eccezionali da mostrare e ha bisogno di un evento che non solo sappia mettere in vetrina tutto questo ma che possa aprire le porte al confronto con altre realtà perché è solo così che si può crescere. Wine Show ha l’ambizione di colmare questo vuoto e ha puntato sulle sinergie per realizzare una manifestazione corale con tutti coloro che hanno a cuore questo obiettivo. Ci auguriamo che già a partire dalla prossima edizione anche il Consorzio di tutela dei vini di Orvieto, invitato a partecipare, collabori con noi. A questa seconda edizione saranno presenti aziende da tutta Italia e dall’Estero, cantine affermate e piccoli produttori con sorprendenti etichette tutte da assaggiare”. Vista-su-Orvieto
“Per me – ha sottolineato l’umbro e orvietano d’adozione Maurizio Filippi, miglior sommelier d’Italia e rappresentante AIS – questo è un anno particolarmente bello e impegnativo grazie al risultato raggiunto in maniera inaspettata ma forse intimamente e profondamente voluta. Credo nelle produzioni e nei territori che sanno parlare di loro e in questo periodo ho avuto l’opportunità di girare tutta Italia e raccontare molte realtà ma vedermi coinvolto per la prima volta a Orvieto per rappresentare il territorio che vivo ogni giorno è per me un onore. Secondo me Orvieto è tra le cinque migliori città del vino d’Italia e dalla mia esperienza ho avuto modo di constatare come il territorio orvietano a volte sia sorprendentemente capace di superare anche il volere istantaneo di chi se ne prende cura. Per questo al Wine Show ho voluto dedicare un momento su quanto di più emozionante, inaspettato e sorprendente questo territorio è capace di raccontare”.
“Era l’evento che mancava a Orvieto” – ha aggiunto il delegato della Fisar di Orvieto e già miglior sommelier d’Italia Fisar nel 2006, Ennio Cadamuro – mentre il presidente dell’associazione “A tavola con Bacco” Ennio Baccianella ha evidenziato come Wine Show Orvieto abbia “i numeri per diventare la più importante manifestazione sul vino in Umbria”.
La manifestazione gode del patrocinio del Comune di Orvieto, della Provincia di Terni e della Confartigianato.
orvieto
“Wine Show è una grande iniziativa –
ha detto il sindaco di Orvieto, Giuseppe Germani – ed è evidente lo sforzo e il salto di qualità che si è voluto fare in questa seconda edizione. L’amministrazione comunale, grazie agli assessori alla Cultura, Alessandra Cannistrà, e al Turismo, Andrea Vincenti, sta facendo un grosso lavoro nella riorganizzazione del sistema degli eventi e nella promozione culturale della città. E il mondo del vino, sul quale puntiamo tanto, si inserisce a pieno titolo in questo contesto. Ho solo due rammarichi. Uno è che sarei voluto arrivare a questo appuntamento con la firma della convenzione con la Provincia di Terni per l’utilizzo di palazzo del Gusto e quindi procedere nel progetto di valorizzazione di questa struttura. Ancora non ci siamo riusciti, abbiamo delle difficoltà molto burocratiche e poco reali che vogliamo e dobbiamo superare. La seconda è che un evento del genere deve avere tra i protagonisti anche il consorzio del Vino di Orvieto. Dobbiamo fare in modo che in questa città ci sia la massima collaborazione tra tutti in tutti i settori. Soltanto così potremmo fare quel salto di qualità che per anni a Orvieto è mancato e noi ci adopereremo per questo”.
“Wine show – ha dichiarato il presidente della Provincia di Terni, Giampiero Lattanzi – è un evento importante perché valorizza una delle eccellenze di questo territorio. La promozione dei prodotti tipici peraltro è uno degli obiettivi principali della Provincia e del progetto delle Aree interne che vuole così valorizzare anche i 20 comuni che ne fanno parte. In questo contesto Palazzo del Gusto deve essere e sarà lo strumento di promozione di questo ampio territorio potendo contare su una bellissima struttura che può coniugare enogastronomia, cultura e turismo. Stiamo lavorando con il Comune di Orvieto alla definizione di una convenzione per l’utilizzo del palazzo e contiamo di risolvere la questione quanto prima”.
“La nostra associazione – ha affermato il presidente di Confartigianato Terni, Mauro Franceschini – è sempre vicina a quelle manifestazioni che parlano delle eccellenze del territorio e Wine Show rappresenta un’opportunità per valorizzare al meglio il mondo del vino. Pur non rappresentando direttamente imprese del settore non possiamo che sostenere eventi che possono creare indotto e fare da volano allo sviluppo economico del territorio.”
Come nella prima edizione, anche quest’anno Wine Show sposa la cultura e l’arte. A palazzo del Popolo saranno infatti esposte le sculture in tufo di Sara Spaccino mentre la pittrice Viera Danielli realizzerà appositamente per l’evento dei lavori che saranno in mostra a palazzo del Gusto. La manifestazione avrà poi un “aperitivo” letterario nella mattinata di sabato 3 giugno con la presentazione del libro “Nighthawks” di Nicola Mariuccini nella Sala Etrusca di palazzo del Popolo.
Grazie alla collaborazione con il tour operator Orvietur sono stati inoltre predisposti degli appositi pacchetti turistici per il weekend del 3 e 4 giugno che coniugano l’evento alla promozione del territorio. L’associazione “La Castellana”, come lo scorso anno, si occuperà della logistica e della sicurezza dell’evento mentre nei due giorni della manifestazione l’associazione “Orvieto per tutti” garantirà la copertura wi-fi gratuita delle sedi.Il vino come non lo avete mai visto
L’ingresso alle sedi dell’evento è libero e gratuito ma per accedere alle degustazioni sarà necessario acquistare un biglietto dal costo di 15 euro che dà diritto a 9 degustazioni. Acquistando il ticket on line si riceveranno tre degustazioni aggiuntive in omaggio per un totale di 12.
Wine Show è una mostra mercato dove sarà possibile acquistare i prodotti direttamente dai produttori ai banchi di degustazione.”
Tra le novità di quest’anno anche luna collaborazione tecnologica con la multinazionale ENGINEERING, leader in Italia nel software e nei servizi IT, con la quale è stata realizzata l’iniziativa “Il vino come non lo avete mai visto”.

Si tratta di una speciale degustazione nella quale i visitatori, muniti di visori per la realtà virtuale, saranno catapultati nella cantina e tra i filari dei vigneti che hanno prodotto il vino che stanno bevendo in una suggestiva e coinvolgente esperienza immersiva a 360 gradi che abbinerà le sensazioni della vista a quelle del gusto e dell’olfatto.
Per ogni ulteriore informazione è possibile visitare il sito www.wineshoworvieto.com, seguire la pagina Facebook e i profili Instagram e Twitter.

Ambasciatore della Cultura del mondo Agroalimentare