25 maggio 2014 Raffaello De Crescenzo

Ho cominciato a conoscere la zona delle Colline Teramane ad ottobre del 2013, in occasione di un bellissimo evento riservato a blogger e giornalisti enogastronomici, realizzato dall’Azienda Monti di Controguerra; ho iniziato ad amarle grazie a “Cantine Aperte” del 2014.

Complici una splendida giornata di sole e le due cantine che ho visitato durante questa manifestazione: la Cantina Monti, con la cortesia e l’ospitalità di Emilia e Mirco, da un lato e l’Azienda Agricola Bio Emidio Pepe, con la passione che la titolare Sofia è in grado di trasmettere e con una vista mozzafiato su queste colline…

Terrazza sulle colline teramane

Gente appassionata di ciò che fa, che riesce a trasmettere l’amore per la sua terra attraverso i frutti che questa sa esprimere: grandi vini!!

Bottiglia storica - 1 Trebbiani

In particolare quest’oggi voglio soffermarmi su quelli della Cantina Pepe, poichè realizzati come non avevo mai visto fare: dal vigneto (15 ettari di Trebbiano e Montepulciano, allevati a tendone e cordone speronato), alla cantina, tutto sembra essere rimasto ad almeno 50 anni fa…

Niente prodotti chimici, una grandissima biodiversità dal punto di vista dei lieviti, vendemmia manuale, uva diraspata a mano, pigiata coi piedi e torchiata con strumenti che credevo ormai appartenessero solo ai nostri antenati. Fermentazione in tini di cemento, senza solforosa e niente legno, anche se ciò comporta l’impossibilità di fregiarsi della DOCG.

Bottiglie accatastate in maniera ordinatissima, che restano ad attendere il loro momento anche per decenni, prima di essere decantate in nuove bottiglie ed etichettate, riportando anche l’anno del travaso.

Cantina invecchiamento rossi - 3

Il risultato sono vini estremamente diversi rispetto a tutti quelli a cui siamo normalmente abituati, che necessitano di un certo scambio con l’ossigeno nel bicchiere per poter liberare a pieno tutti i loro profumi, frutto di una storia davvero particolare che passa da un vigneto non trattato, ad una eccezionale biodiversità di lieviti che si susseguono durante il processo di fermentazione.

Vigneto con le rose...

Vini che potranno non piacere immediatamente, ma che sono senz’altro da assaggiare e che dimostrano come sia possibile ottenere un prodotto capace di affrontare gli anni (e anche i decenni) pur senza solfiti nè barrique.

Se a tutto ciò aggiungiamo un territorio bello quanto poco conosciuto, che sa regalare anche oli d’oliva eccellenti…ecco che penso di avervi dato un bel suggerimento per il prossimo ponte o la prossima gita “fuori porta”.
Provate e sono certo che finirete per pensarla come me….!!!
(Nel frattempo, però, rifatevi gli occhi con l’album fotografico dedicato a queste due cantine)

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