30 luglio 2014 Raffaello De Crescenzo

Oggi giro un comunicato importante che mi è arrivato dalla newsletter dell’Associazione Italiana Sommelier.

Buona lettura:

“È la più rilevante novità dell’ultima versione dell’OCM vino comunitaria (Organizzazione comune di mercato – Regolamento UE 1308/2013) che ha modificato la norma con cui si impediva l’utilizzo dello zucchero d’uva (solido, ndr) nella produzione del vino. La normativa chiarisce che si deve trattare di un prodotto ottenuto senza impiego di solvente e che deve possedere caratteristiche di purezza migliori rispetto al mosto concentrato liquido, in riferimento alla presenza di anidride solforosa.

Da quest’anno è, infatti, possibile utilizzare anche in cantina lo “zucchero” d’uva, in altre parole il mosto concentrato rettificato solido.
È stata l’Azienda Naturalia Ingredients Srl che ha messo a punto la tecnologia adatta a “creare” la solidità dello zucchero dell’uva. Fino al 2009 questo zucchero era disponibile solo in forma liquida, mosto concentrato e rettificato, ora la nuova formula permette di avere un prodotto più sicuro, di maggiore conservabilità, più puro e “solido” grazie ad un processo innovativo brevettato. La produzione industriale è iniziata nel 2012 con il completamento del nuovo impianto a Mazzara del Vallo (Trapani).
È un prodotto naturale al 100%, di assoluta stabilità microbiologica, privo di allergeni, esalta la sapidità con un gusto fruttato ed è conforme a tutte le leggi specifiche della normativa alimentare. La concentrazione del mosto d’uva è una pratica antica, messa a punto dai nostri antenati per conservare il più a lungo possibile il succo di questa preziosa bacca. Che si chiamasse mosto cotto o sapa, il succo d’uva concentrato è stato utilizzato per dolcificare tanti alimenti o dare forza ai vini deboli. È una miscela di preziosi monosaccaridi, fruttosio e glucosio in pari percentuali e piccole tracce di altri, utilizzato nell’industria alimentare per via delle sue indiscusse qualità sia tecniche sia organolettiche.
A partire dalla vendemmia 2014 le aziende avranno la possibilità di utilizzare questo prodotto innovativo per spumantizzare, per arricchire, per dolcificare grazie alle caratteristiche di maggiore flessibilità ed efficacia rispetto agli altri prodotti.”
Fonte: Agronotizie  –  Stefano Isidori
Ulteriori approfondimenti su questa pagina.

Ma intanto…che ne pensano i produttori???

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Comment (1)

  1. Sempre più paura … che stanchezza nel trovare sempre più solo soluzioni nell’omologazione di un prodotto. Mi piace altresì l’esaltazione di un “Terroir”. Mi piace pensare al millesimo, mi piace pensare che riesco a vivere ogni annata e ricnoscerla nel bicchiere, nel trovarla un anno più ricca ed un’altra più fresca. Presto avremo dei vini commestibili anche in Groelandia, portainnesto sul ghiaccio, grappoli che non congeleranno, ‘iperiduzione a regalare profumi ed un euro per bere vini … “Inutili” . Un Black Bloc del “Terroir”. Non Solo Tappo

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