1 settembre 2014 Raffaello De Crescenzo

Dal 21 al 24 Agosto 2014, la città di Staffolo (a ridosso di Jesi, in provincia di Ancona) si è trasformata nella Vetrina del Verdicchio, con una festa riuscitissima, in cui sono state proposte numerose attività e anche il concerto di un’affermata cantante nazionale: la vincitrice dell’ultimo festival di San Remo, Arisa.

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Personalmente ho avuto il piacere di esser coinvolto nel concorso “Staffolo Does It Better“, assieme ad altri 4 esperti esperti degustatori/giornalisti del settore: Francesco Annibali (DoctorWine), Paride Cocchi (degustatore Slow Wine, nonchè presidente AIES), Andrea Marchetti (Intravino) e Roberto Orciani (nonsolotappo).

Il “raduno” si è svolto presso il Ristorante La grotta del frate (Via Roma 10, Staffolo) che sorge all’interno delle mura del paese, risalenti al 1100 d.C. Il ristorante, che consiglio
a tutti i cultori della buona tavola, fu aperto attorno al 1950, chiuso nel 1990 e riaperto definitivamente nel 2007 dopo esser stato ristrutturato.

La Grotta del Frate

I due giorni trascorsi a Staffolo, mi hanno permesso di conoscere meglio gli areali di questo Comune e di tracciare un po’ lo “stato dell’arte” del Verdicchio di questa zona delle Marche.

Come un gigantesco triangolo posto a poco più di 400 metri sul livello del mare, Staffolo conta circa 2000 abitanti e ben 15 produttori di Vino (alcuni dei quali producono anche olio). Quattro le aree produttive:

Follonica- Specia;
– San Martino – San Francesco;
– Castellaretta – Salmagina;
– Santa Caterina.

Il Concorso, condotto rigorosamente alla cieca, mi ha portato ad assaggiare 13 Verdicchi “Base” (tutti del 2013 tranne uno del 2012) ed 11 “Superiori” (dal 2008 al 2013).

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Anche se non è mai bello fare delle graduatorie, specie quando si tratta di prodotti legati alla mia terra d’origine, capaci di regalare emozioni anche in funzione del momento in cui sono stati stappati (qui tutti i vini sono stati degustati subito dopo esser stati stati aperti, senza permetterne una sempre ottimale espressione nel bicchiere al momento dell’assaggio), il confronto con altri assaggiatori e le medie dei voti hanno portato ad un podio interessante, mix di vini nati per essere “entry level” e di prodotti concepiti con l’ambizione di fronteggiare maggiormente il tempo:

– Terzo classificato: Verdicchio Classico 2013, Azienda La Staffa. Questa la mia descrizione: “frutta esotica leggera, un pizzico di minerale. Fresco, sapido, di corpo. Buona persistenza. Un equilibrio generale interessante.”

– Secondo classificato: “Frocco”, Verdicchio dei Castelli di Jesi Classico Superiore 2013, Azienda Tre Castelli. “Giallo paglierino tendenzialmente dorato. Bel colore. Naso corretto, ma non particolarmente emozionante ad una prima olfazione. In bocca è corposo e con una discreta acidità. Si apre a regalare emozioni col passare dei minuti.”

– Primo classificato: “Salmagina”, Verdicchio dei Castelli di Jesi Classico Superiore 2013, Azienda Sandro Finocchi. “Giallo paglierino tenue. Frutta esotica e banana fresca. Leggermente etereo. Bella acidità. Buon corpo. Sapidità e leggera mineralità. Un’intrigante aggressività.”

Podio

Per quanto riguarda le mie considerazioni personali sulle zone produttive di Staffolo, sui Verdicchi Base posso affermare che:
– la zona di Follonica-Spescia è capace di esprimere un buon livello medio, pur con vini dalle caratteristiche piuttosto differenti;
– la zona di San Martino-San Francesco ha presentato vini globalmente discreti, anche se un po’ pesanti o leggermente squilibrati, che richiedono tempo prima di aprirsi e rivelare meglio le loro potenzialità.;
– la zona di Castellareta-Salmagina ha proposto vini di livello medio tendenzialmente alto ed omogeneo (range di punteggio: 80-85). Note olfattive principali: frutta esotica e miele. Questa si presenta come la realtà che attualmente sembra avere le migliori potenzialità.

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Assaggiando i Superiori, invece, mi sento di dire che:
– la zona di Santa Caterina, che ha partecipato al concorso con un solo prodotto, si è rivelata interessante, pur proponendo un vino che potrebbe non avere l’acidità necessaria per durare a lungo nel tempo;
– la zona di San Martino-San Francesco ha proposto prodotti di livello medio alto, eccezion fatta per uno che non è stato valutabile a causa di problemi a livello olfattivo;
– la zona di Castellareta-Salmagina risulta la più vocata anche per i Superiori, sebbene con prodotti di livello molto diverso tra loro. Due prodotti di questa batteria si fanno apprezzare come eccellenze;
– la zona di Follonica-Spescia ha espresso prodotti di livello inferiore rispetto ai suoi Base. Discreti come corpo, ma squilibrati in bocca e con un naso che tende a stancare rapidamente.

Sono stati particolarmente gradevoli i momenti conviviali trascorsi assieme all’enologo Giancarlo Soverchia e a tutti i produttori che, come quasi sempre, si rivelano persone simpatiche, alla mano e che mettono il cuore in quello che fanno.

Dunque, massimo rispetto per tutti loro e appuntamento all’anno prossimo per assegnare la nuova palma di Verdicchio in grado di rappresentare meglio il suo Territorio….

targa

 

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