17 marzo 2016 Raffaello De Crescenzo

Lo Stoccafisso all’Anconetana si prenota come piatto principe del menù di Pasqua. La sensazione è questa dal Viale della Vittoria dove si sta lavorando all’allestimento del Festival della Cucina di Mare, l’evento che da venerdì 18 a domenica 20 marzo caratterizzerà le giornate anconetane all’insegna dei prodotti ittici e della filiera della pesca. «C’è molto interesse già ora mentre stiamo preparando – commenta Bernardo Marinelli, presidente dell’Ordine Cultori della Cucina di Mare “Re Stocco” – Con la vicinanza della Pasqua e la tradizione del Venerdì Santo abbiamo ricevuto tante prenotazioni per l’asporto. Lo stoccafisso si conferma piatto di punta della tradizione regionale».

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Aperti dalle 9 alle 22, saranno circa 50 gli espositori presenti per proporre le loro offerte culinarie. Tra questi anche i produttori di Campagna Amica Coldiretti e il main stand di “Re Stocco”, l’associazione organizzatrice con la partecipazione di Coldiretti Marche e Confartigianato Imprese e il patrocinio della Regione Marche, Comune di Ancona e Camera di Commercio di Ancona. Al lavoro gli chef Massimo Bomprezzi e Vittorio Serritelli, docenti dell’Istituto Alberghiero “Panzini” di Senigallia con Stoccafisso all’Anconetana, rigorosamente preparato secondo la ricetta codificata nella De.Co., polenta con lo stoccafisso e “Terramare“, zuppa di legumi accompagnata dallo stocco. Una preparazione, quest’ultima, ideata dai due chef e che che farà il suo esordio proprio durante la tre giorni. Piatti che si potranno degustare sul posto o, con il servizio take away, anche a casa, a partire dalle 11.30 e fino alle 15 e dalle 18 alle 22.

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Tutte le preparazioni proposte saranno cucinate con i prodotti dell’agricoltura marchigiana delle aziende di Campagna Amica Coldiretti, presente con numerosi espositori. Un evento che punta a incentivare il consumo dei prodotti ittici, oltre a contribuire alla salvaguardia della storia e delle tradizioni del mondo della pesca, a sostenere l’intero comparto agroalimentare marchigiano e in particolare quello dell’enogastronomia, nelle produzioni storiche e nelle nuove realtà creative e produttive del settore.

                                                                            – Marco Catalani, ufficio stampa –

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