16 aprile 2016 Raffaello De Crescenzo

Last week I joined a nice beer tasting performed da the guys of one of my favourite clubs in Oslo: Smelteverket. I had the opportunity to meet Dimitri, the owner of the Club and CEO of “Oslo Browing Co.” Supported da Inga (production manager) and Steffen (commercial manager), they started some months ago producing beers near the Capital of Norway and now they want to know the customer opinions, before to launch on the market their beers. I could not to miss a so great opportunity to have a bit of “sensory analysis”…

All the photos available here.

 Il bello di Oslo è che, pur essendo una capitale, è una città estremamente vivibile, che propone moltissime occasioni di scambio e di crescita personale: concerti ed esibizioni dal vivo (in locali e teatri), corsi di marketing, flash mob, mostre, iniziative culturali varie, cene a tema, degusazioni e chi più ne ha più ne metta…

Ci sono bar e locali veramente belli, gestiti da ragazzi dinamici e pieni di idee. Uno di questo è lo Smelteverket, di cui ho già parlato in precedenza, dove sono recentemente tornato per una simpatica iniziativa proposta da Dimitri, il titolare di questa attività.
Assieme ad altri amici, infatti, Dimitri ha messo su la “Oslo Browing Co.”, una piccola società che si occupa di produrre (e quanto prima anche distribuire), birre artigianali.

Per ora ne hanno studiate e realizzate 6: 2 lager e 4 ale.

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Sono stati prodtti 250 litri di birra per ognuna delle 6 tipologie, ma la capacità produttiva è di 10 volte superiore. Prima, però, di arrivare a pieno regime, Dimitri (CEO), Inga (responsabile di produzione) e Steffen (per la parte commerciale), hanno deciso di organizzare delle degustazioni aperte al pubblico, per avere un giudizio dal pubblico sul loro operato.

3 le birre oggetto di studio in questa prima serata. Tutte con una gradazione alcolica di 4,7°. Andiamo a vederle in dettaglio…

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1) Pilsner. Leggermente torbida, con una schiuma leggera ed un naso non particolarmente intenso, ma complesso. Si riconoscono, infatti, miele e frutta, in particolar modo quella tropicale (mango su tutti). E’ una birra dal gusto fresco, non amara, con un corpo leggero e non particolarmente persistente.

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2) Blonde. Che si presenta torbida, con una bella schiuma ed un aroma intenso di luppolo, che col tempo, lascia ilposto ad uno sviluppo aromatico interessante, rivelando soprattutto agrumi. Al gusto è piena, morbida e con un retrogusto piacevole, leggermente amaricato.

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3) Pale Ale. Si presenta con una bella schiuma ed un colore leggermente rossastro, decisamente invitante. Il naso è pulito e si fanno apprezzare i frutti rossi, in particolare la ciliegia, oltre al miele di castagno. Abbastanza amara, ha un corpo medio e non risulta particolarmente persistente.

Tutte birre gradevoli, corrette e beverine, ma che, con qualche piccolo accorgimento, potrebbero rivelare maggiormente la loro correlazione con il territorio di origine e risultare forse meno semplici e commerciali, ma più stuzzicanti per tutti gli amanti e veri intenditori della birra.

Comunque, i miei personali complimenti a questi ragazzi. Ad maiora….

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