9 gennaio 2017 Raffaello De Crescenzo

Anche quest’anno le vacanze di Natale sono passate. Tutti o quasi, torniamo a lavoro con qualche kilo in più ed un pizzico di tristezza per questi giorni volati troppo rapidamente.
Mi ero ripromesso di fare un pezzo per parlare del Natale in Norvegia, ma, ovviamente, non cel’ho fatta ed approfitto ora del volo aereo di rientro per buttare giù qualche riflessione…

god-jul-2012

Il Natale (“Jul” in norvegese) è sicuramente la Festa più importante ed il suo spirito cala sulla vita di tutti i giorni subito dopo Halloween. Già dai primi di Novembre, infatti, nei supermercati si iniziano a trovare i tipici biscottini di Natale (Småkaker), che, da tradizione, sono di 7 tipologie diverse (il pepperkake – l’omino di pan di zenzero- è probabilmente il più popolare di questi) e tanti altri prodotti vengono “vestiti a festa” con l’etichetta natalizia (la birra, ad esempio, diventa “Juleøl”, cioè Birra di Natale).

Verso la terza settimana di Novembre, iniziano gli “Julebord”, ovvero le “tavolate di Natale”: cene coi colleghi di lavoro, del gruppo di ballo, di sport, corso di studi, ecc… Queste cene proseguiranno fino a ridosso del Natale e riprenderanno a Gennaio dove, di solito, coloro che non hanno potuto prima, come ad esempio i lavoratori del settore della ristorazione, avranno modo di fare la propria “cena di Natale”.

Tra il 23 ed il 25 Dicembre è silenzio assoluto: i famigerati mercatini di Natale chiudono i battenti e tutti trascorrono le feste in famiglia.
I bambini aspettano i regali portati da Babbo Natale (che viene dalla Finlandia) e gli adulti si dilettano a mangiare i piatti tipici della tradizione e bere birra ed Acquavit (distillato di patate aromatizzato con semi di cumino, anice, aneto, finocchio e coriandolo).
La Multekrem, un dessert fatto di more artiche e panna montata, non deve mancare.

Il 26 Dicembre ed il 6 Gennaio non sono festivi.

Il presepe non c’è e l’albero di Natale la fa da padrone: generalmente fresco (difficilmente il norvegese medio acquista un albero di Natale sintetico, da riutilizzare più volte), lo “juletree” viene addobbato e sistemato nella stanza più importante della casa, in modo da potervi ballare e cantare attorno, tenendosi per mano. Generalmente all’interno delle abitazioni private l’albero viene allestito solo un paio di giorni prima del Natale e ha una vita breve: sarà infatti rimosso pochi giorni dopo.

20161211_134208

Un gioco simpatico di questo periodo consiste nel costruire della villette in miniatura con biscotti alla cannella, da attaccare assieme grazie alla pasta di zucchero e decorare con smarties e zuccherini. E’ una vera e propria sfida, ma l’esito finale è sempre lo stesso: prendere a picconate tutte le abitazioni costruite e mangiarle…

Sempre a proposito di mangiare, uno dei piatti tipici del Natale è il “risgrøt” (che, ovviamente, in questo periodo diventa “Julegrøt”): riso bollito nel latte e, una volta impiattato, condito con burro, cannella in polvere e zucchero. Decisamente qualcosa di poco consueto per noi latini e dalla consistenza non proprio appetitosa…
Pur avendolo mangiato ben due volte, non ne sono rimasto propriamente innamorato, ma ho conosciuto molte persone che ne vanno matte.
La cosa simpatica è che, nel periodo natalizio, si è soliti nascondere una mandorla all’interno di uno dei piatti di Julegrøt: il fortunato che la troverà riceverà un premio.

img_20161202_121711

Altri piatti tipici del Natale, oltre al Pinnekjøtt di cui avevo già scritto (e qui trovi il post), sono il Ribbe (pancetta di maiale arrosto, di solito servita con crauti e patate bollite, salsicce di Natale, polpette di carne e salsa) ed il Lutefisk (stoccafisso che è stato a mollo in acqua e soda caustica per poi esser cotto al forno). Non avendo ancora avuto modo di assaggiare questi piatti, mi riservo, eventualmente, di parlarne più approfonditamente in futuro.

Per quanto riguarda i salumi, oltre ai salami di renna, alce e balena (in vendita un po’ sempre per la verità), una specialità è il fenalår, la coscia salata ed essiccata di agnello, oltre al fårikål, cioè agnello bollito con cavoli e pepe in grani.

Oltre allo Julebord del posto in cui lavoro, svoltosi presso il Ladegård, un bellissimo edificio risalente agli inizi del 1700, pochi giorni prima avevo avuto il piacere di essere ospite dell’Ambasciatore (Dott. Giorgio Novello) e della sua consorte presso l’Ambasciata Italiana in Norvegia, per un cocktail di Natale.

20161214_202015

Quello del 2016, dunque, è stato per me un Natale speciale, celebrato con stile sia in Norvegia che in Italia. Non sono mancati torroni, panettoni, ma anche salmone e patate dolci, per vivere al meglio quanto di buono abbia da offrire il posto in cui ci troviamo.

E voi invece? Come avete festeggiato? E che cosa non può assolutamente mancare sulle vostre tavolate a Natale?

In attesa di leggere i vostri commenti qui, o sulla nostra pagina Facebook, vi auguriamo un buon anno…o anche, “Godt Nyttår”!!

, , , , , , , , , , , , , , , , , ,

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*