29 aprile 2017 Raffaello De Crescenzo

Con oggi apriamo una nuova rubrica all’interno di questo sito, con cui andremo a parlare di Bandi e Finanziamenti per aprire nuove possibilità di sviluppo per le Aziende Agroalimentari e creare così nuove opportunità di collaborazione con chi ha desiderio di muoversi in questo ambito.

matteo_fabbri.jpgLo faremo assieme a MATTEO FABBRI Laureato in giurisprudenza con una tesi in diritto dell’UE avanzato. Matteo lavora dal 2015 a Bruxelles e ha fatto parte per quasi un anno, del Gabinetto del Vice Presidente del Parlamento Europeo. Da Aprile 2016 lavora come Policy Advisor presso una società di consulenza per le PMI. Esperto in finanziamenti dell’Unione Europea, conosce quello che serve alle PMI agroalimentari per sostenere la propria crescita sui mercati internazionali.

Matteo, quali pensi siano le criticità principali per le Aziende del Settore Agroalimentare che si avvicinano al mondo dei Finanziamenti Europei?

Probabilmente le criticità maggiori per quanto riguarda i fondi europei, siano essi diretti o indiretti, sono a livello di comunicazione e di accessibilità. Penso che le aziende debbano essere messe in condizione di accedervi facilmente. Allo stato attuale esistono troppi ostacoli. E’ anche per questo motivo che nasce questa rubrica sui fondi europei all’interno di CulturAgroalimentare: per fornire alle aziende il “codice d’accesso” ai finanziamenti.

Che impressione ti sei fatto sulle attuali politiche europee di sviluppo per il settore Agroalimentare?

commissione-europeaMi sembra che le attuali politche europee stiano andando nella giusta direzione, ma si può sicuramente fare di più per tutelare le nostre imprese. In Italia abbiamo un patrimonio agroalimentare incredibile, come dimostrato anche dal primato nel numero di IGP e di DOP. In queste settimane è stata pubblicata la classifica di «Global Health Index», l’agenzia creata da Bloomberg, che valuta lo stato di salute della popolazione in base a diversi indicatori e l’Italia si è classificata al primo posto, grazie soprattutto alla dieta mediterranea e agli straordinari prodotti del nostro territorio. Questa ricchezza va tutelata ed esportata. Pensa che in Gran Bretagna è stato introdotto un sistema di etichettatura dei prodotti agroalimentari cosiddetto “a semaforo”, che considera, ad esempio, il Parmigiano Reggiano più nocivo di una diet cola, danneggiando le aziende e fuorviando il consumatore. In questo l’Europa deve essere vigile.

E adesso, quale bando particolarmente interessante ti senti di suggerire al nostro pubblico?

In questo momento c’è un bando veramente valido: il programma EU Gateway.

Tuttavia, è mia intenzione parlarne più approfonditamente nel mio primo articolo qui su CulturAgroalimentare.

Quindi…continuate a seguirci!!

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Comment (1)

  1. Fabio Ramondo

    Grazie Matteo delle informazioni che vorrà condividere, saranno sicuramente molto utili.

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