La mia visita all'azienda Giusti Wine: vino ed emozioni
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Giusti wine

Quando il vino sa emozionare: la mia visita a Giusti Wine

Ci sono cantine che fanno buon vino ed altre che sanno emozionare…

Oggi vi voglio raccontare la mia recentissima esperienza nella zona di Asolo, ormai un punto di riferimento per il Prosecco Superiore DOCG; qui, però, possiamo trovare anche altri vini interessanti e produttori che puntano all’eccellenza.

È il caso, ad esempio, dell’azienda Giusti Wine, a Nervesa della Battaglia, in provincia di Treviso. 125 ettari, di cui 100 a vigneto, ed una cantina che lascia senza fiato: una vera e propria cattedrale, immersa nel verde ed anche parzialmente sovrastata da vigneti rigogliosi.

Un’azienda con le idee ben chiare: riscoprire antichi vitigni e valorizzare il territorio. Giusti Wine oggi si prepara alla seconda vendemmia, all’interno della nuova, meravigliosa struttura aziendale. C’è consapevolezza di poter arrivare ad imporsi sul mercato sia con la qualità dei prodotti, che con numeri importanti: l’organizzazione aziendale, infatti, attualmente permette la produzione di 500.000 bottiglie, con una potenzialità di 2 milioni di bottiglie.

Una cantina che ruba l’occhio e fa sognare sia l’amante del vino, sia il neofita, perché bellezza, eleganza e lusso qui si fondono con classe ed armonia. La cantina stessa, ipogea per due terzi, per mantenere costante la temperatura nei reparti di produzione, è progettata come una sorta di museo, dove il visitatore può osservare il lavoro dei tecnici e dei professionisti del vino, senza intralciarlo in alcun modo.

Si cammina intorno al reparto di produzione, infatti, grazie ad un lungo e luminoso corridoio, che permette al contempo al visitatore di istruirsi sulla storia dell’azienda e del suo fondatore, Ermenegildo Giusti, imprenditore italo-canadese che ha deciso, con i suoi importanti investimenti, di dare lustro all’area del Montello e di collaborare con le istituzioni locali alla valorizzazione di questo spicchio di paradiso, in provincia di Treviso.

I suoli, argillosi e ricchi di ferro, regalano vini sapidi, intensi, minerali, profumati, intriganti, dal sorso netto e deciso, con affascinanti sfumature di profumi…

È il caso, ad esempio, del Recantina, utilizzato per dar vita ad “Augusto”, un nettare ricchissimo di antociani, dal colore quasi viola e dotato di un tannino importante e levigato. La storia di questo vitigno indigeno, che compare nei libri di storia fino a 200 anni fa, per poi svanire misteriosamente, ha conosciuto un nuovo capitolo circa 20 anni fa, quando, ritrovato casualmente da Lino Forner, patron dell’azienda Pat del Colmel, se ne è riavviata la coltivazione.

Dai 9 ai 12 mesi l’affinamento di questo vino in botte grande, cui fanno seguito altri 4 mesi di bottiglia prima dell’uscita sul mercato. Al naso ricorda, per alcuni tratti, i migliori Sangiovese della Toscana, mentre in bocca è pieno e rotondo, con una bevibilità scattante ed immediata. Un vino da abbinare a piatti piuttosto strutturati, ma anche succulenti come, ad esempio, le polpette al sugo.

Sotto l’attenta guida dell’enologo Graziana Grassini, Giusti Wine offre una gamma ampia di prodotti: dagli Spumanti ai Distillati, passando per i Rossi e i Bianchi. Prodotti che nascono con una chiara e forte connotazione territoriale e che stanno riscuotendo un grande successo sui mercati cinesi, canadesi e venezuelani in primis.

L’esperienza di accomodarsi nella spettacolare sala di degustazione, da cui possiamo godere il meraviglioso panorama circostante, ci regala un’emozione divina: il piacere di sentirsi rapiti in un viaggio targato Giusti Wine.

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