Guardengo 2015 – Azienda Agricola Mario Lucchetti

Guardengo 2015: Lacrima di Morro d’Alba Superiore dell’Azienda Agricola Mario Lucchetti

Lucchetti - Guardengo 3Nella continua e costante (oltre che inevitabile e giusta) corsa al miglioramento della qualità per realizzare prodotti sempre più capaci di soddisfare i palati esigenti di un mercato globale, alle volte tendiamo a dare per scontato o a dimenticarci ciò che abbiamo sotto casa.

E così, con gioia e stupore, ma anche una certa soddisfazione, oggi voglio parlarvi di una bottiglia che mi ha davvero soddisfatto: il Guardengo dell’Azienda Lucchetti di Morro d’Alba.

Ci troviamo di fronte al Lacrima di Morro d’Alba Superiore di questa cantina: uno dei prodotti più completi ed interessanti di questo territorio.

Lucchetti - Guardengo 2

Circa 9.000 bottiglie l’anno, provenienti dal vigneto più anziano, innestato nel 1967, dal fondatore Armando: si tratta del vigneto più antico di tutta la zona.
2 ettari di grande valore, per la finezza e l’eleganza che i loro frutti, selezionati e raccolti a mano verso la metà di ottobre, sono in grado di esprimere.

Il Guardengo è sul mercato dal 1997. I vigneti da cui è ricavato sono esposti a sud, a circa 160 m.s.l.m.; le loro radici affondano in un terreno a medio impasto tendente all’argilloso.

L’annata 2015 di questo vino, da 14°alc. si presenta di colore rosso porpora intenso, consistente e limpido.

Al naso è intenso, complesso e fine: la classica rosa canina ed un pizzico di pepe sono in armonia con i sentori di lampone e viole.

Al palato è secco, caldo, morbido, fresco, lievemente tannico e abbastanza sapido. Mi conservo una piccola quantità per un secondo assaggio un paio di giorni dopo il primo e noto anche una ciliegia sotto spirito in bocca ed al naso sentori di marmellata di maresca. Anche un pizzico di cioccolato fondente.

Lucchetti - Guardengo 4Parliamo di un vino da bere comunque giovane, poiché il vitigno non ha la capacità di resistere al tempo, ma il cui corpo è comunque tale da permettere abbinamenti a piatti di carne (magari uno spezzatino con piselli o un arrosto con salsa
di prugne) o a formaggi freschi ed a media stagionatura. Da provare anche con zuppe di pesce al pomodoro.

Bottiglia classica, con una etichetta estremamente originale. Si presenta in maniera allegra, quasi a voler accompagnare momenti informali, incontri tra amici in terrazzo o in un parco per un picnic. Il suo calore, comunque, è anche in grado di scaldare l’ambiente per una cena romantica…insomma: un vino estremamente versatile!

La carica dei mille a Terroir Marche Festival

Concediamo ancora un po’ di spazio alla Manifestazione “Terroir Marche” dato il positivo riscontro di pubblico ottenuto da questa manifestazione e l’importanza di realizzare eventi in grado di comunicare le tipicità della Regione Marche.

Ecco un estratto dell’articolo realizzato dall’Ufficio Stampa di questo evento:

Si è chiusa con un bilancio di partecipazione estremamente positivo la terza edizione di Terroir Marche Festival che si è svolto nello scorso fine settimana a Macerata e dedicato alla valorizzazione del vino biologico, dell’ambiente e della cultura marchigiana.

Circa mille persone hanno affollato le sale degli Antichi Forni, del Teatro della Società Filarmonico Drammatica e di Palazzo Buonaccorsi partecipando alle degustazioni e alle iniziative collaterali promosse dal Consorzio Terroir Marche che riunisce 16 produttori biologici regionali: la mostra fotografica “Le Marche di Dondero” (visitabile fino al 2 luglio), la presentazione del libro di Fabio Pracchia dedicato alla degustazione del vino, le visite guidate alla città, il concerto di Francesco Pìu Quartet, la valorizzazione dei prodotti e dalla cucina dei Cuochi di Campagna.

Terroir Marche 2017 - 2Ovviamente protagonista principale è stato il vino marchigiano e non solo: I rossi del Conero, i pecorini del Piceno, i Verdicchi di Matelica e di Jesi, i vini, i vitigni e le zone minori ma altrettanto interessanti sono stati l’attrazione principale della manifestazione che ha richiamato visitatori, appassionati e operatori del settore, parte dei quali provenienti anche da fuori regione, oltre a un gruppo di rappresentanti della stampa specializzata.

Terroir Marche 2017 - 3Nel corso del festival è stato presentato ufficialmente il gemellaggio tra il consorzio di produttori biologici di Terroir Marche con i loro corrispondenti francesi dell’associazione “Artisans-Vignerons de Bourgogne du sud” e rinnovato quello con i tedeschi di Ecovin Mosel, entrambi presenti all’evento maceratese, un sodalizio che nel prossimo futuro si arricchirà della presenza di un altro terroir europeo, probabilmente del Portogallo o della Spagna.

Siamo molto soddisfatti sia dell’accoglienza della città di Macerata, sia della grande partecipazione del pubblico – ha detto Alessandro Bonci, presidente di Terroir Marche. Dal punto di vista tecnico abbiamo avuto l’occasione di confrontarci con i nostri colleghi stranieri sull’esigenza di creare una rete di vignaioli indipendenti per lo scambio di esperienze, e abbiamo dimostrato ancora come i vini prodotti dai nostri vitigni autoctoni sanno affrontare la sfida del tempo dimostrando una longevità che non ha nulla da invidiare alle denominazioni più blasonate d’Italia e del mondo, anche in annate non facili, come hanno dimostrato un rosso del Conero del 1990, un pecorino del 2001 o un verdicchio del 2007, protagonisti delle nostre degustazioni guidate”.

La mia esperienza da sommelier al Festival del Franciacorta

22 Maggio 2017 - Evento Franciacorta 10Eccomi a parlare della seconda tappa italiana del Festival del Franciacorta che quest’anno si è svolto a Pesaro, nella suggestiva cornice di Villa Cattani Stuart.
Una location meravigliosa, un evento davvero ben curato, ottimi vini (ovviamente!!) e, fortunatamente, anche splendide condizioni meteorologiche: queste sono state le premesse per un successo davvero considerevole.
Centinaia di appassionati, curiosi, addetti ai lavori ed organi di stampa, infatti, hanno animato questo lungo pomeriggio (dalle 16:00 alle 21:00 inoltrate) di seminari e degustazioni.

Avrei dovuto partecipare con accredito stampa, ma l’inaspettata e piacevolissima chiamata da parte del Gruppo di Servizio AIS di Ancona mi ha portato “dall’altro lato della barricata”…e così, dopo quasi due anni dall’ultimo servizio svolto in Italia, ho indossato nuovamente gli abiti “da lavoro” e dato il meglio di me per parlare della Cantina Uberti e dei suoi vini in degustazione.

E’, infatti, questa l’azienda che mi è stata assegnata e il cui banco di degustazione ho presidiato con piacere ed anche una certa soddisfazione, dato che sono stati in molti a “farmi i complimenti” (tra cui anche l’inviato del Resto del Carlino), a dirmi che i prodotti di questa cantina sono stati i migliori di quelli in degustazione oppure a concludere il proprio giro, ritornando per un secondo assaggio in grado di farli accomiatare con “la bocca buona”…

22 Maggio 2017 - Evento Franciacorta 6

Per me è stata anche l’occasione per incontrare alcuni colleghi che non vedevo da prima della mia partenza per il mio anno e mezzo norvegese e per conoscere i titolari della Cantina Uberti, assaggiare il loro Extra Brut Francesco I e il loro Saten Magnificentia, millesimo 2011.

Ho, inoltre, avuto il piacere di scambiare quattro parole con il mio “vicino di banco”: il titolare della Tenuta Montedelma, che mi ha anche gentilmente omaggiato di una bottiglia, che aprirò in un’occasione speciale.

22 Maggio 2017 - Evento Franciacorta 4Mi sono anche divertito osservando, col passare del tempo, gli effetti dell’alcol sulle persone…in particolare ho dovuto interagire con “personaggi” che mi hanno fatto anche un po’ sorridere: dal “cumenda” che cerca di fare l’esperto per far colpo su una donna (non italiana), notevolmente più giovane di lui, alla sommelier che si presenta in divisa di rappresentanza e sentenzia che la bottiglia ha probabilmente un qualche difetto (quando non è assolutamente così), fino all’esperto di storia che non perde l’occasione per sfoggiare la propria erudizione, in un contesto non propriamente adatto… C’è anche il fenomeno di turno che vuole mettere in discussione i nomi delle etichette, cercando di innescare inutili diatribe, quando ormai anche l’ultima bottiglia è giunta agli sgoccioli…

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Insomma, un panorama umano davvero eterogeneo, così come estremamente varie possono essere le sensazioni che le bollicine sono in grado di trasmettere…

Così apparentemente simili tra loro, almeno per quanto riguarda il metodo di produzione, ma così grandemente differenti una volta nel bicchiere.

Un pomeriggio di studio, approfondimento, degustazioni e confronto (senza prendersi eccessivamente sul serio) che mi auguro possa ripetersi quanto prima e divenire appuntamento fisso nella nostra Regione.

22 Maggio 2017: nelle Marche la festa del Franciacorta quest’anno è a Pesaro!

Saranno gli splendidi giardini e le bellissime sale di Villa Cattani Stuart di Pesaro ad ospitare, lunedì 22 maggio, la seconda tappa italiana dei Festival itinerante di quest’anno, organizzato dal Consorzio Franciacorta con il patrocinio del comune di Pesaro. I produttori franciacortini, seppure in trasferta, non potranno che sentirsi a casa in questa città simbolo dell’enogastronomia marchigiana, scelta proprio per la sensibilità culinaria ed enoica dei suoi cittadini, che da vari anni dimostrano grande considerazione verso la qualità dei vini Franciacorta.
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Come di consueto, i banchi d’ assaggio saranno accessibili per la stampa e gli operatori nel pomeriggio, con la possibilità di partecipare ad un interessante seminario di degustazione dedicato al Satèn e alle diverse interpretazioni di questa tipologia unicamente prodotta in Franciacorta. Dalle 18.00 anche l’apertura al pubblico e l’appuntamento ad una divertente degustazione dal titolo “indovina chi?”, durante la quale i partecipanti si sfideranno nel riconoscere le peculiarità delle varie tipologie.

Per esperti e appassionati, per operatori del settore e curiosi, sarà un’occasione speciale per conoscere e approfondire il gusto del Franciacorta, declinato nelle sue diverse sfumature. Con l’aiuto dei produttori delle cantine partecipanti, i visitatori saranno guidati alla scoperta delle varie etichette, dei segreti alla base della loro realizzazione e del loro territorio di appartenenza.

Villa Cattani Stuart é sita in Via Trebbianico 67, a Pesaro.

Ecco le 37 cantine presenti:

  • 1701
  • ABRAMI ELISABETTA
  • AZIENDA AGRICOLA FRATELLI BERLUCCHI
  • BARONE PIZZINI
  • BERLUCCHI GUIDO
  • BERSI SERLINI
  • BIONDELLI
  • BORGO LA GALLINACCIA
  • BOSIO
  • CA’ DEL BOSCO
  • CA’ D’OR
  • CANTINA CHIARA ZILIANI
  • CASTELLO DI GUSSAGO LA SANTISSIMA
  • CORTE AURA FACCOLI LORENZO
  • FERGHETTINA
  • FRANCA CONTEA
  • LA MONTINA
  • LANTIERI DE PARATICO
  • LA ROTONDA
  • LA TORRE
  • LAUDAVIT
  • LO SPARVIERE
  • MARCHESE ANTINORI TENUTA MONTENISA MIRABELLA
  • MONTE ROSSA
  • MOSNEL
  • QUADRA
  • RICCI CURBASTRO
  • RONCO CALINO
  • SANTUS
  • SOLIVE TENUTA MONTEDELMA
  • UBERTI
  • VEZZOLIGIUSEPPE
  • VILLACRESPIAMURATORI
  • VILLAFRANCIACORTA

Franciacorta Festival Pesaro 2017

Per i partecipanti al banco d’assaggio ci sarà la possibilità di prender parte ai SEMINARI DI DEGUSTAZIONE:

  • Alle ore 16:30 “FRANCIACORTA SATÈN – Diverse interpretazioni della tipologia unica prodotta in Franciacorta.”
  • Alle ore 18:30 “INDOVINA CHI? – Degustazione alla scoperta delle diverse tipologie di Franciacorta.”

Per partecipare ai seminari è necessario registrarsi sul sito http://franciacorta.eventbrite.it dove sono disponibili in prevendita i biglietti al costo di € 20,00.
Biglietto d’ingresso ridotto per soci AIS, FISAR, Fondazione Italiana Sommelier, ONAV, Slow Food € 15,00.

Dalle 18.00 alle 21.30 – Apertura al pubblico.
Dalle 18.30 – Seminario di degustazione “Indovina Chi? Degustazione alla scoperta delle diverse tipologie di Franciacorta”

Consorzio Franciacorta - logo

Il Consorzio Franciacorta è l’organismo che garantisce e controlla il rispetto della disciplina di produzione del Franciacorta, primo vino italiano prodotto esclusivamente con il metodo della rifermentazione in bottiglia ad avere ottenuto nel 1995 la Denominazione di Origine Controllata e Garantita. Il lavoro del Consorzio si articola in diverse attività: dalla tutela del marchio e del territorio, alla valorizzazione del prodotto attraverso un continuo lavoro sul disciplinare e sul regolamento di produzione; dall’informazione al consumatore fino alla promozione del Franciacorta quale espressione di un territorio, di un vino e di un metodo di produzione. Fondato il 5 marzo del 1990 ha sede a Erbusco, nel cuore della Franciacorta. Il Consorzio è presieduto da Vittorio Moretti e conta 116 cantine.  Nel 2016 l’export ha registrato un aumento del +15%. Il principale mercato si conferma il Giappone che ad oggi costituisce il 22% del totale, seguito da Svizzera che rappresenta il 15,2%. Interessanti le performance di crescita dei vari paesi: la Germania (13,2%) supera gli USA (12,4%) con una crescita di oltre il 24%, mentre il Giappone registra un ulteriore + 16%. Sorprendente il cambiamento in atto nei Paesi Scandinavi dove l’interesse verso Franciacorta è in netto aumento: la Norvegia riporta infatti un +249%, mentre la Svezia addirittura una crescita del 514% seppur su bassi volumi.

20 e 21 Maggio 2017: Terroir Marche Festival

Terroir Marche

La terza edizione di Terroir Marche Festival sta per aprirsi: Sabato 20 e Domenica 21 Maggio a Macerata, con ben tre location dedicate (Galleria Antichi Forni, Teatro della Società Filarmonico Drammatica e Palazzo Buonaccorsi), si avrà la possibilità di incontrare 21 vignaioli, assaggiare 150 vini e partecipare a 5 laboratori.

Ospitato in alcuni degli edifici più affascinanti del centro storico della città, Terroir Marche Festival prevede spazi espositivi aperti al pubblico per la degustazione dei vini delle 16 aziende biologiche associate al consorzio Terroir Marche e dei produttori dell’associazione “Artisans-Vignerons de Bourgogne du sud” (Francia) e della Mosella (Germania) e 5 degustazioni guidate da importanti giornalisti italiani e stranieri su temi di grande interesse enologico: il Rosso Conero, i Verdicchi di Jesi e di Matelica, i Pecorini del Piceno, gli altri vini di zone minori, la Borgogna.

TerroirMarche è l’unico Consorzio di vignaioli biologici marchigiani nato per valorizzare e promuovere la viticoltura biologica delle Marche, la difesa del territorio e dei beni comuni, la diffusione di culture e pratiche per un’economia sostenibile e solidale.

Il Consorzio associa 16 cantine che uniscono simbolicamente il territorio del Piceno a quello dei Castelli di Jesi passando per Matelica e per il Conero, e che hanno in comune la pratica rigorosa di una viticoltura biologica, un approccio etico all’attività agricola, fondata sulla conservazione dell’integrità del suolo, che pone al centro l’uomo e la natura, elementi sostanziali del concetto di terroir.

Interessante è il programma di eventi culturali collaterali di valorizzazione e promozione del territorio, come la mostra fotografica “Le Marche di Dondero”, organizzata in collaborazione con la Fototeca di Altidona e la famiglia Dondero (unica raccolta di scatti marchigiani editi dopo la scomparsa del fotografo), la presentazione del libro “I sapori del vino. Percorsi di degustazione per palati indipendenti” (edizioni SlowFood) di Fabio Pracchia, e i concerti organizzati dal San Severino Blues Festival.

Nel corso dei due giorni, con il biglietto di ingresso a Terroir Marche o ai Laboratori, si potrà accedere gratuitamente ai musei e ai banchi d’assaggio (Antichi Forni), e partecipare alle visite guidate ai luoghi storici della città (partenza alle 15.30, da Piazza della Libertà).

Ecco il programma completo:

19 maggio Palazzo Buonaccorsi

– Ore 17.30 – “Le Marche” di Mario Dondero: inaugurazione della mostra fotografica, prodotta da TerroirMarche, in collaborazione con Macerata Musei e Fototeca Provinciale di Fermo, che rimarrà visitabile fino al 2 luglio.

– Ore 18.30 –  “I sapori del vino” presentazione del libro di Fabio Pracchia (SlowFood edizioni). Introduce Giampaolo Gravina (in collaborazione con Macerata Racconta)

20/21 maggio Antichi Forni
TerroirMarche in fiera banchi di assaggio e vendita: 150 vini – 3 Terroir Europei (Marche, Borgogna, Mosella), dalle ore 11.00 alle 20.00. Ingresso 12 euro (10 euro per soci AIS, FIS, FISAR, ONAV, Slow Food, Aspi, AIES).

20 maggio Teatro della Società Filarmonico Drammatica

I laboratori di TerroirMarche
Laboratori tematici, condotti da esperti e giornalisti di fama nazionale e internazionale.
Solo su prenotazione. Costo partecipazione 30 euro (25 € in caso di iscrizione a più laboratori).
Chi si iscrive ad almeno un laboratorio potrà usufruire di tutte le attività del Festival (banchi di assaggio per il giorno del laboratorio prenotato, accesso alla mostra “Le Marche di Mario Dondero” e il concerto al Teatro della Società Filarmonico Drammatica).
Per info e prenotazioni: Emanuele Tartuferi 

– Ore 11.00
Il lato scuro dell’Adriatico
Un enorme blocco di calcare bianco emerge dal mare adriatico dividendo di fatto la costa: il Monte Conero. Affacciato su un mare interno che è patria di grandi vini bianchi, il terroir del Conero, la cui DOC festeggia quest’anno i 50 anni, è diventato famoso per il colore scuro del suo Montepulciano. La giornalista tedesca Veronica Crecelius ci guiderà nell’approfondimento di una denominazione dalle potenzialità ancora non pienamente esplorate grazie a diverse annate di due vini simbolo del Conero: il Dorico di Moroder ed il Grigiano di Malacari.

– Ore 15.00
Il Pecorino in verticale
Il vitigno star del terroir Piceno alla prova del tempo. Simon Woolf, giornalista inglese di stanza ad Amsterdam, racconterà bottiglie di Pecorino prodotte dal 2001 al 2013 allo scopo di esaltare la complessità e la struttura di un un grande bianco dal sicuro successo commerciale ma dal passato relativamente recente.

– Ore 17.00
La luce e il colore delle Marche: dall’arte al vino andata e ritorno
Un terroir è solo l’insieme di variabili geologiche e climatiche o esprime anche il genius loci? Le opere d’arte create e custodite in un territorio ci dicono qualcosa anche delle vigne e dei vini ivi prodotte? Un viaggio affascinante alla scoperta della cultura e della natura delle Marche con Armando Castagno e Monica Coluccia.

20 maggio Teatro della Società Filarmonico Drammatica
– Ore 22.00 Concerto per TerroirMarche
Francesco Pìu in “Peace&Groove”
a cura di San Severino Blues Marche Festival
Ingresso libero riservato ai partecipanti alla Fiera fino ad esaurimento posti disponibili

21 maggio Teatro della Società Filarmonico Drammatica

I laboratori di TerroirMarche

– Ore 11.00
La Borgogna del sud nei vini degli Artisans-Vignerons
(IL LABORATORIO E’ SOLD OUT!)
Oltre 200 km a sud di Chablis, quasi 100 a sud di Beaune, c’è una Borgogna che non ti aspetti: è il Mâconnais, la porzione più meridionale del vigneto borgognone. Qui è attiva già da qualche anno una cellula di vignaioli di talento, scrupolosi e combattivi come quelli di Terroir Marche. Giampaolo Gravina ce li presenta e ci guida alla scoperta dei loro vini.

– Ore 15.00
Castelli di Jesi e Matelica: territori da bere tutti i giorni
L’area del Verdicchio da qualche tempo è oramai stabilmente fra le zone più in voga se pensiamo a vini bianchi “importanti”. Ma la sua grandezza sta anche nella capacità di regalare vini dalla beva immediata, vini “quotidiani” e semplici che però sfidano naturalmente il tempo, quasi senza volerlo. Laboratorio guidato da Alessio Pietrobattista.

Nei giorni della manifestazione i possessori del biglietto del festival avranno a disposizione:
• visite turistiche guidate in città su prenotazione (gratis) 20/21 maggio,
• assaggi e spuntini dei “Cuochi di Campagna” 12/13 e 20/21 maggio.

Per maggiori info, visitare il sito http://www.terroirmarche.com

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L’evento è organizzato dal Consorzio Terroir Marche in collaborazione con l’Amministrazione Comunale di Macerata, che ha fornito il supporto logistico e la condivisione piena dello spirito dell’iniziativa,  Macerata Musei – Palazzo Buonaccorsi, Società Filarmonico Drammatica, il San Severino Blues Festival, l’Associazione Cuochi di Campagna, il festival del libro “Macerata Racconta”, la Festa dell’Europa e con le aziende Drunk Turtle, Consulente Enologica, BF Imbottigliamento, Scatolificio Lucarini, Enovetro,
Grafiche Federighi Etichette, Banca Carifermo, con il supporto tecnico dell’Associazione Italiana Sommelier Marche, ristorante Osteria dei Fiori, Hotel I Lauri, il Casolare dei Segreti e con il patrocinio della Camera di Commercio di Macerata e UniMC – Università di Macerata.

#DegustazionItineranti – Chateu Montbazillac muffato

#DegustazionItineranti – Chateu Montbazillac muffato
di Alessandro Serenellini 

Lo Châtueu Montbazillac si trova nel dipartimento francese della Dordogna, di fronte a Bergeriac e piú facilmente rintracciabile nelle vicinanze di Bordeaux.
Particolare menzione va fatta a proposito del terreno, composto da argilla e calcio, relativamente profondo e talvolta soggetto a grave stress idrico.

Il clima ha un carattere piú continentale rispetto a Bordeaux e l’umidità della zona è abbastanza elevata da favorire lo sviluppo della Botrytis Cinerea.

Questa prefazione è doverosa per capire meglio il vino che andremo a degustare e di cui i piú attenti avranno già colto le caratteristiche…

La bottiglia da 375 cl si presenta con uno stile molto classico che riporta l’immagine della proprietà sulla parte anteriore e tutti i dati previsti dal regolamento. Il vino da 12.5 gradi alcolici è un blend di Sauvignon Blanc e Semillion e si presenta cristallino, quasi luccicante, con un bel color giallo dorato e consistente.

Portando il calice al naso possiamo accorgerci subito della sua buona intensità e complessità oltre che della (quasi inutile dirlo) finezza. La prima spinta aromatica viene sicuramente data dall’ ananas e dalla confettura di limone che, con un’incursione acida, è solo il preludio all’apertura di un buquet degno di questa zona. Il sentore di ginestra viene poco prima della nespola per poi passare ad una connotazione sicuramente piú dolce che oltre al ricordo di frutta esotica, riconducibile prevalentemente alla banana, vira su sensazioni piú familiari di marmellata di pesche e albicocche, contornate dall’ inconfondibile presenza della vaniglia. Interessante è anche la chiusura (azzarderei quasi piccante) di spezie e zafferano data anche dalla muffa nobile, con una nounce minerale che ricorda la pietra bagnata.

Assaggiandolo possiamo constatare che è un vino dolce, caldo e morbido, ma con una punta di acidità ed un filo di sapidità che non lo rendono stucchevole. Equilibrato nelle sue sfaccettature ed intenso, forse manca un po’ di persistenza ma che comunque rimane di qualità fine. Vino di corpo, pronto ed armonico, ha ancora bisogno di tempo per raggiungere il suo stato ottimale e poter si così esprimere al meglio, con quella lunghezza che ci si aspetta da prodotti del genere.

Abbinabile sicuramente a dolci o torte con crema psticciera, chantilly o limone oltre checon ostriche e scampi crudi.

Il gioco delle temperature di servizio è molto divertente con queste tipologie di prodotti che possono partire dall’ aperitivo (anche se in Italia non siamo abituati a farlo con del vino dolce) fino ad arrivare ad un utilizzo a tutto pasto.

Una bottiglia da 13 euro circa che puó essere usata molto creativamente…Ve la consiglio!!
#staydrunk

Chateu Montbazillac muffato 6

Ambasciatore della Cultura del mondo Agroalimentare