

Un vero e proprio tripudio di profumi e sapori per la Master class, con prove d’assaggio, promossa da Aecis (Associazione Europea Cultura Innovazione Sostenibilità). Per la prima volta, nella sua road map nazionale, Aecis ha incontrato i delegati marchigiani della FIS (Fondazione Italiana Sommelier), per la serata dal titolo “I Consorzi di Tutela protagonisti verso sistemi alimentari sostenibili”.
A tavola, nella sala congressi dell’Hotel Royal di Lido di Fermo, tre Dop Italiane di formaggio (la Casciotta di Urbino, il Provolone Valpadana, il Piave), nei calici i vini marchigiani selezionati dal sommelier Otello Renzi: Colli Maceratesi Ribona Doc Angera – Il Pollenza Conte Brachetti Peretti; Falerio Pecorino Doc Onirocep – Pantaleone di Federica Pantaleone; Castelli di Jesi Verdicchio Docg Riserva Classico Tardivo ma non Tardo – Santa Barbara Stefano Antonucci. Un abbinamento vino formaggio per ogni Dop al fine di esplorare tradizioni, innovazioni e consigli pratici grazie ai suggerimenti del Maestro Assaggiatore Formaggi ONAF, Raimondo Cinciripini.
L’incontro rientra nel progetto finanziato dal Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste (MASAF) ai sensi del D.M. n. 672807 del 20/12/2024, che si concretizza in una serie di iniziative a carattere divulgativo, formativo, scientifico. L’obiettivo è di condurre i partecipanti alla scoperta dei principali requisiti a cui i produttori devono attenersi per un’ulteriore certificazione (oltre alla Dop) visibile al consumatore grazie all’apposizione di un marchio sui prodotti del mercato a garanzia degli obiettivi di sostenibilità raggiunti. L’azione formativa si propone, inoltre, di incentivare un maggior consumo dei prodotti ad Indicazione Geografica nelle ricette, portatori di principi e pratiche della sostenibilità.
Con la moderazione di Antonio Iacona, giornalista della rivista della Federazione Italiana Cuochi, sono intervenuti Paolo Cesaretti, presidente del Consorzio Tutela della Casciotta d’Urbino Dop e Fabio De Lorenzi per il Consorzio Tutela del Provolone Valpadana Dop e Luca Ballasina per il Consorzio Tutela Piave Dop.
“La sostenibilità è nel dna della Casciotta d’Urbino Dop – ha affermato Paolo Cesaretti - poiché i produttori di latte vaccino e ovino, utilizzati per la sua preparazione, provengono da allevamenti di montagna fondamentali per mantenere vivi quei territori, e svolgono un ruolo importantissimo nella gestione del paesaggio, nel garantire l’ecosistema e una presenza umana negli anni che, altrimenti, abbandonerebbero. Grazia a loro l’economia locale vive assicurando di preservare e tramandare tradizioni e culture locali”.
“Il Consorzio di Tutela Provolone Valpadana – ha dichiarato Fabio De Lorenzi – da anni si preoccupa che il prodotto che tutela sia sostenibile. Lo fa, innanzitutto, perché il proprio prodotto abbia un impatto ambientale sempre minore. Essendo una DOP, nasce in un territorio che viene tutelato e, all’interno di questo territorio, esiste un controllo costante affinché si diffondano pratiche simili e processi virtuosi di produzione di Provolone Valpadana. Questo Consorzio svolge un ruolo cruciale da questo punto di vista attraverso progetti scientifici e in collaborazione con enti nazionali di grande autorevolezza come il CREA. Sono in atto diversi studi al fine di migliorare sempre più la produzione del Provolone Valpadana”.
Per il Consorzio Piave è intervenuto Luca Ballasina che ha sottolineato come da tempo il Consorzio affronta il tema della sostenibilità attraverso un approccio mirato per valutare l’impatto ambientale dell’intera filiera produttiva, nella convinzione che solo da un ambiente integro e curato nascono progetti che guardano al futuro e alle nuove generazioni.
La Masterclass si è chiusa con la degustazione del “risotto AECIS”, preparato con i tre formaggi protagonisti e arricchito dal tartufo nero di Acqualagna: un piatto simbolo dell’unione tra eccellenze gastronomiche e valori di sostenibilità.
La scelta di coinvolgere i sommelier della Fondazione Italiana Sommelier ha reso l’appuntamento ancora più significativo, portando l’esperienza a un pubblico sensibile, competente e capace di valorizzare le qualità dei formaggi DOP anche nel racconto al consumatore finale.