
Ci sono aziende che celebrano un anniversario guardando soprattutto ai traguardi raggiunti e poi ci sono quelle che, arrivato un compleanno importante, continuano a piantare vigne. Terracruda appartiene alla seconda categoria.
Nel 2026 la cantina di Fratte Rosa (PU) festeggia vent’anni dalla prima bottiglia, prodotta nel 2006, ma la fotografia più significativa del suo presente non è quella di una storia già scritta, ma ancora tutta da scrivere. Nuove barbatelle, infatti, sono state messe a dimora nel 2024 e il progetto cresce, continuando a tenere insieme vino, agricoltura, territorio e ospitalità.
La storia di Terracruda nasce dall’incontro tra Zeno Avenanti, imprenditore proveniente da una famiglia legata prima alla falegnameria e poi al mondo del mobile, e Vincenzo Berti, profondo conoscitore della campagna marchigiana. È da quella scelta di investire nelle potenzialità vitivinicole di Fratte Rosa che prende forma un progetto diventato nel tempo anche una storia familiare, oggi condivisa con Luca e Maria Vittoria Avenanti ed Emma Berti.
Il territorio, del resto, è rimasto il punto di riferimento: oggi Terracruda coltiva oltre 16 ettari di vigneti biologici, con Bianchello del Metauro, Colli Pesaresi Sangiovese, Pergola Aleatico e alcune varietà meno conosciute. Tra queste, Incrocio Bruni 54 e Garofanata, recuperate e valorizzate insieme all’enologo Giancarlo Soverchia e riportate in vigneto e in bottiglia già dalla vendemmia 2010.
È un lavoro che racconta bene una delle peculiarità del progetto: utilizzare strumenti e sensibilità contemporanee per riportare alla luce una parte della storia agricola marchigiana. Non una semplice operazione nostalgica, dunque, ma la ricerca di un’identità produttiva capace di guardare avanti partendo da ciò che il territorio ha conservato.
Un esempio arriva dal Bianchello del Metauro DOC. Partendo dalla stessa base ampelografica, Terracruda ha lavorato su differenti maturazioni in vigna e affinamenti in cantina, arrivando a produrre sette diverse tipologie: dal vino giovane d’annata, al superiore, passando per spumanti e passito. Un percorso analogo ha interessato il Pergola Aleatico, dopo il riconoscimento della DOC nel 2005.
Intorno al vino, negli anni, è cresciuta anche l’idea di accoglienza: nel 2013 sono arrivate le Cene in Vigna, poi nuovi spazi per le degustazioni e, nel 2015, l’Agriturismo Terracruda, oggi composto da quattro appartamenti immersi nelle colline di Fratte Rosa. La cantina è diventata, così, anche un luogo in cui fermarsi, conoscere i vini, camminare tra le vigne e utilizzare quel territorio come punto di partenza per scoprirlo.
Continuando a ripercorrere questi vent'annni, troviamo anche numerosi riconoscimenti e nuove appartenenze, come il Premio “Angelo Betti – Benemeriti della Viticoltura”, ottenuto nel 2016, con la Medaglia di Cangrande, per il ruolo nello sviluppo e nella sostenibilità della viticoltura regionale marchigiana. Dal 2018 Terracrudo ha aderito alla FIVI, la Federazione Italiana Vignaioli Indipendenti, condividendone un modello fondato sul controllo diretto del lavoro dalla vigna all’imbottigliamento.
C'è poi il lavoro sul biologico, con la conversione dell’intera produzione e l'inizio, con la vendemmia 2017 anche della vinificazione, che ha portano, nel 2020, all'ottenimento della certificazione biologica, entrata così ufficialmente nelle etichette Terracruda. Un passaggio considerato dalla famiglia non come una rottura, ma come l’evoluzione naturale di un modo di lavorare già orientato alla tutela della terra e della biodiversità.
Vent’anni, nel vino, sono una misura particolare: sono abbastanza per poter guardare indietro e riconoscere una storia, ma ancora pochi rispetto ai tempi di una terra e di una vigna.
Per Terracruda, il ventennale sembra quindi più un passaggio che un punto d’arrivo, con la famiglia ancora al centro, i vigneti che continuano a crescere, le varietà storiche che vengono studiate e valorizzate e l’ospitalità che ha ampliato il modo di raccontare Fratte Rosa.
«Il resto, per fortuna, deve ancora succedere. Intanto questa storia continuiamo a scriverla ogni giorno», racconta la famiglia. Una storia da scrivere anche insieme a chi, in questi vent’anni, ha aperto una bottiglia Terracruda, ha visitato la cantina o si è seduto a tavola.
Un brindisi ai primi vent’anni, dunque, ma soprattutto a quelli che devono ancora arrivare...